Fiat Termini Imerese: i parroci benedicono lo sciopero

Fiat Termini Imerese

 

Mille e duecento lavoratori in cassa integrazione, a rischio licenziamento dal prossimo mese di giugno: è questa la condizione degli operai dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese che hanno incassato ieri la solidarietà dei parroci della zona.

I religiosi hanno, infatti, rivolto un appello alla comunità affinché partecipi numerosa allo sciopero organizzato da Fim, Fiom e Uilm giovedì prossimo. “Vi chiediamo di partecipare e di far partecipare le persone che incontrerete – hanno scritto i parroci in un comunicato congiunto – certi che il Signore non delude le speranze del popolo che lo invoca con fiducia”. 
Lo sciopero – a cui dovrebbero partecipare imprenditori, commercianti, artigiani e studenti di Termini Imerese autorizzati dal Comune a scendere in piazza al fianco dei cassintegrati -si svolgerà alla vigilia del vertice convocato venerdì al ministero dello Sviluppo economico. Un incontro che, hanno sottolineato i parroci siciliani, potrebbe essere decisivo per la risoluzione della vicenda Fiat, madre del progressivo dissesto economico della nostra zona”. 

“La crisi che attanaglia il nostro comprensorio è diventata sempre più grave – si legge nell’appello che i religiosi hanno rivolto ai cittadini di Termini Imerese – Noi cristiani siamo chiamati ad agire, ad operare per il bene nostro e dei nostri figli. E’ in gioco il futuro dei nostri paesi, delle nostre famiglie. Non possiamo e non dobbiamo rimanere immobili – hanno insistito – senza lavoro non c’è futuro”.

Non solo: per rimarcare la loro vicinanza ai lavoratori a rischio licenziamento, i parroci di Termini Imerese (coordinati dall’arciprete Francesco Anfuso) hanno inviato una lettera-appello anche al  presidente del Consiglio, Enrico Letta, per invocare un suo diretto interessamento alla vertenza che, dopo 4 anni di discussioni, non ha prodotto alcuna soluzione. “Il governo da lei guidato – hanno scritto i parroci al premier – deve chiedere a Fiat di ricercare una missione produttiva per il nostro stabilimento. Il grande processo di fusione con Chrysler può e deve riservare questa opportunità”.