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Istat: famiglie italiane sempre più povere e “tartassate”

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A confermare lo stato di forte difficoltà che coinvolge un numero sempre più importante di famiglie italiane è arrivato ieri il Rapporto “Noi Italia” dell’Istat.

La fotografia scattata dall’istituto di statistica consegna dati allarmanti sul fronte sociale e occupazionale: una famiglia su quattro (il 24,9%) si trova in una situazione di disagio economico e sei su dieci vivono con meno di 2.500 euro al mese. Ancora: 4,8 milioni di italiani sono in condizioni di povertà assoluta (il 6,8% delle famiglie), e oltre 9,5 milioni versano in condizioni di povertà relativa.

Trasferendo nella vita reale le cifre fin qui riportate: il 50,5% delle famiglie italiane interpellate dall’Istat dichiara di non potersi permettere una settimana di vacanza lontano da casa e il 42,9% che non riuscirebbe ad affrontare una spesa imprevista di 800 euro. Circa il 22% delle famiglie italiane afferma, inoltre, di non riuscire a riscaldare adeguatamente l’abitazione, il 17,5% che fatica a portare tutti i giorni a tavola un pasto completo, mentre circa l’11% delle famiglie intervistate ammette di essere rimasto indietro con almeno un pagamento tra mutuo, affitto, bollette o altro. Il 2,4% del campione preso in esame dichiara, infine, di non potersi permettere l’acquisto di un elettrodomestico (lavatrici, televisori, telefoni) o di un’automobile.

I dati raccolti dall’Istat, relativi al 2012, confermano anche il divario tra Nord e Sud: la percentuale delle famiglie del Mezzogiorno che faticano ad arrivare a fine mese è, infatti, del 41%, contro il 17,2% del Nord-ovest, il 13,5% del Nord-est e il 21,6% del Centro. La più alta diseguaglianza nella distribuzione del reddito si registra in Campania mentre la Sicilia detiene il triste primato per il reddito medio annuo più basso (oltre il 28% in meno rispetto alla media nazionale).

Sconfortanti anche i numeri sull‘occupazione giovanile che in Italia coinvolge il 35,3% del campione esaminato (+ 6,2% rispetto all’anno precedente). E cresce anche la platea dei cosiddetti “Neet”, coloro che non lavorano e non studiano: in Italia sono oltre 2 milioni e hanno un’età compresa tra i 14 e i 29 anni.

A completare il quadro del montante disagio sociale, il dato sulla pressione fiscale che ha raggiunto in Italia il livello record del 44,1% (3,6 punti percentuali in più rispetto alla media europea).