Lucchini Piombino: operai occupano la direzione

Lucchini di Piombino

 

I lavoratori dell’acciaieria “Lucchini” di Piombino (specializzata nella produzione di laminati e prodotti ferroviari) hanno occupato da ieri gli uffici della direzione dello stabilimento.

A preoccuparli è il mancato ordine, da parte dell’azienda commissariata nel 2012, delle materie prime necessarie a garantire il funzionamento dell’altoforno. Stando ai calcoli fatti dagli operai e dai sindacalisti, servirebbero circa 20 milioni di euro che il commissario straordinario, Pietro Nardi, non avrebbe ancora “sborsato”. Mettendo così a rischio la prosecuzione delle attività nell’area a caldo.

Non solo: a impensierire i lavoratori è anche la procedura per la vendita e il riacquisto della fabbrica. A manifestare interesse sono stati finora tre soggetti: il fondo Klesch, la cordata Duferco-Feralpi-Acciaierie Venete e il gruppo tunisino Smc, guidato dall’imprenditore giordano Khaled al Habahbeh. Il timore delle organizzazioni sindacali è che, senza l’investimento necessario a mantenere in attività l’altoforno, i papabili compratori possano cambiare idea.

“Tutti i progetti in gara hanno pari dignità – ha detto il coordinatore delle Rsu Fiom, Mirko Lami – ma non possiamo fare a meno di evidenziare come il mantenimento dell’area a caldo sia garantito soltanto dal progetto giordano”. “La fermata dell’altoforno potrebbe indurre l’imprenditore giordano a un ripensamento – ha aggiunto il segretario provinciale della Fim-Cisl, Fausto Fagioli – Non possiamo permettercelo”. 

Se dal gruppo e dal governo (che è stato direttamente interpellato) non dovessero giungere risposte tempestive, i sindacati hanno annunciato nuove forme di agitazione tra gli operai. Non escludendo il ricorso allo sciopero.