Bosnia: manifestanti chiedono dimissioni governo Sarajevo

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I cittadini che da giorni scendono in piazza per denunciare il dissesto economico e sociale della Bosnia-Erzegovina hanno fin qui ottenuto “vittorie” a livello locale.

Dopo aver fatto cadere i governi territoriali nelle città di Tuzla (da cui si è originata la protesta), Sarajevo, Zenica e Bihac, i manifestanti hanno incassato nei giorni scorsi la disponibilità della Repubblica Srpska a indire elezioni anticipate. La Repubblica Srpska è l’entità serba della Bosnia Erzegovina, che occupa circa il 49% dell’intero territorio e ospita circa il 40% della popolazione totale.

Ma il risultato non ha soddisfatto i manifestanti, che invocano a gran voce le dimissioni del governo di Sarajevo. Una pretesa irricevibile per il primo ministro della Federazione, Nermin Niksic, il cui governo, già sfiduciato, ha avviato le procedure per una tempestiva sostituzione. Ai rappresentanti dei cittadini incontrati nei giorni scorsi, Niksic avrebbe piuttosto assicurato che il Parlamento si adopererà per accelerare i tempi di approvazione di una nuova legge elettorale che dovrebbe consentire l’anticipazione delle votazioni (previste per ottobre).

Non solo: il Parlamento starebbe passando in rassegna anche una serie di leggi anti-corruzione e compilando una lista delle privatizzazioni sospette (da presentare alla Procura) che, secondo i cittadini in agitazione, avrebbero sclerotizzato la crisi nel Paese.