Quirinale: al via consultazioni-lampo

Giorgio Napolitano

 

I primi a “sfilare” al Quirinale sono stati ieri i presidenti di Senato e Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini. A loro Giorgio Napolitano ha presumibilmente chiesto di esprimere un parere sul frettoloso evolversi della situazione politica che ha già portato Enrico Letta a sgomberare l’ufficio di Palazzo Chigi e a licenziare la squadra di governo con cui ha lavorato in questi faticosi mesi.

Nessuna dichiarazione a conclusione della loro “chiacchierata” col capo dello Stato, che ha subito dopo incontrato i rappresentanti del Gruppo Misto alla Camera e al Senato, Pino Pisicchio e Loredana De Petris. Le consultazioni-lampo impegneranno il presidente della Repubblica per tutta la giornata di oggi: a partire dalle ore 10,00, infatti, Giorgio Napolitano dovrà certificare la fine del governo Letta e sondare la disponibilità a benedire la nascita del governo Renzi con un numero altissimo di interlocutori.

Si parte con la minoranza linguistica del Südtiroler Volkspartei per passare poi al rappresentante del Centro Democratico, Bruno Tabacci, e a quello del Maie (Movimento Associativo Italiani all’Estero). Dopo di loro la delegazione del Psi e di Pli e la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Per le ore 12,00 è previsto, invece, il colloquio con Mario Ferrara di Gal (Grandi Autonomie e Libertà) che di lì a poco lascerà spazio alla “cordata” parlamentare costituita dal gruppo “Per le Autonomie”. 

Dopo la pausa pranzo, le consultazioni quirinalizie riprenderanno alle ore 16,00, entrando nel “vivo” delle discussioni. Si riparte con gli esponenti del Nuovo centrodestra (Angelino Alfano, Renato Schifani, Maurizio Sacconi) per passare poi alla delegazione del gruppo “Per l’Italia” e dell‘Udc di Pier Ferdinando Casini. A seguire Scelta Civica e Sel. Attesissimo l’incontro previsto per le ore 18,30 con i rappresentati di Forza Italia: a varcare l’ingresso del Colle, insieme a Renato Brunetta e Paolo Romani, ci sarà, infatti, anche Silvio Berlusconi. A chiudere il valzer delle consultazioni il Pd, con i capigruppo Roberto Speranza e Luigi Zanda a fare le veci del segretario, Matteo Renzi, impossibilitato a rappresentare il suo partito per un ufficioso “conflitto d’intessi”.

Ma da segnalare sono anche le assenze: il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord hanno, infatti, deciso di non partecipare al rito delle consultazioni a “casa” di Giorgio Napolitano. “Non andremo alle consultazioni-farsa – hanno fatto sapere i pentastellati – Non andremo a omaggiare ipocritamente un capo dello Stato che non merita omaggi. Non parteciperemo alla pantomima organizzata dal Pd. Non ci sediamo a un tavolo in cui si gioca una partita dalle regole truccate e con un risultato già deciso”.

“Domani abbiamo altro da fare – ha dichiarato ieri sera il segretario della Lega, Matteo Salvini – Abbiamo chiesto che la delegazione fosse arricchita con rappresentanti del territorio, ma ci è stato risposto che il rito romano non prevede incursioni territoriali, allora me ne sto a casa. Fino all’ultimo abbiamo tentato – ha aggiunto Salvini – perché non volevamo dire un no pregiudiziale alla Grillo”.

Il tour de force odierno dovrebbe portare alla nomina del nuovo presidente del Consiglio tra la serata di oggi e la mattinata di domani. E c’è già chi a Firenze prepara i bagagli per una lunga “puntata” a Roma.