Barca stronca Renzi: Non ha idee, solo slogan

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:23

Fabrizio Barca

 

Sul modo in cui la trasmissione La Zanzara è riuscita a strappare parole compromettenti all'”abbottonatissimo” Fabrizio Barca se ne parlerà a  lungo. La nota trasmissione radiofonica condotta da Giuseppe Cruciani ha, infatti, orchestrato un riuscitissimo scherzo telefonico ai danni dell’ex ministro del governo Monti, che si è lasciato andare a considerazioni scivolose sul premier in pectore, convinto di parlare con l’amico Nichi Vendola (in realtà si trattava di un suo imitatore).

Il nome di Fabrizio Barca è entrato, negli ultimi giorni, nella girandola dei candidati alla guida del ministero dell’Economia. Un rumor circolato con insistenza, che ha spinto il finto Nichi Vendola a chiedere ragguagli all’amico del Pd. Barca ha confermato i contatti telefonici con l’emissario di Matteo Renzi, Graziano Delrio, che gli avrebbe offerto la poltrona più ambita del nuovo governo. Ottenendo in risposta un secco no: “A Graziano ho spiegato che per quello che hanno combinato e per il modo in cui lo hanno combinato – si è lasciato andare Barca – non possono pretendere che le persone facciano violenza ai propri metodi e alla propria cultura“.

“E’ una cosa priva di dee – ha rincarato l’ex ministro riferendosi alla “pochezza” (a suo giudizio) del progetto renziano – c’è un tale livello di avventurismo, non c’è un’idea, siamo agli slogan“. “Sto male, sono preoccupatissimo perché vedo uno sfarinamento veramente impressionante – ha aggiunto il democratico – Io ho rifiutato in maniera secca, ma la loro insistenza è segno della loro disperazione. Sono fuori di testa“.

Ma il giudizio di Barca sulle ultime mosse di Matteo Renzi si fa ancora più severo nel passaggio successivo: “Io credo che in tutta questa vicenda, oltre a un’irresponsabilità politica – ha spiegato l’ex responsabile della Coesione territoriale – ci sia anche un elemento disumanizzante. Tutto questo è avvenuto con dei modi, con un livello di personalismo che ha assunto delle misure che sovraccarica le aspettative. Il problema vero è un altro – ha detto allarmato Barca all’imitatore di Vendola – tra trenta giorni, quando si capisce che non c’è niente, il Paese va a testa”.

E a rendere ancora più “piccante” il contenuto della conversazione strappata al dirigente di Stato sono arrivate le sue “confidenze” sulle pressioni esercitate da un noto imprenditore italiano: “E’ arrivata la sarabanda del patron de La Repubblica ha raccontato Barca riferendosi a Carlo De Benedetti – e non capiscono che io più vedo un imprenditore dietro un’operazione politica, più ho conferma delle mie preoccupazioni”. “C’è stato un forcing continuo, con sms, attraverso un suo giornalista, con un sondaggio sul sito del giornale – si è lamentato l’ex ministro – Va bè, questi sono i metodi. E senza una volta, ascolta bene Nichi, senza una volta – ha scandito Fabrizio Barca – che mi abbiano detto: ma in caso cosa fai? E se io ti dico che voglio fare una patrimoniale di 400 miliardi di euro – ha concluso sconsolato il democratico – tu cosa fai? Capisci la follia?”.