Electrolux: 32 milioni per salvare Porcia

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Avrebbero dovuto incontrarsi ieri al ministero dello Sviluppo economico, ma l’improvvisa crisi di governo non lo ha consentito. Un impedimento che non ha però fermato i vertici dell’Electrolux e i rappresentanti sindacali che hanno scelto, per il momento, di bypassare la mediazione istituzionale per incontrarsi in un albergo di Roma.

Al centro delle discussioni, il futuro dello stabilimento friulano di Porcia per il quale la multinazionale svedese ha previsto un piano di investimenti di 32 milioni in 3 anni e 316 esuberi (298 operai e 8 impiegati) per scongiurarne la chiusura. “L’investimento – hanno spiegato dalla Electrolux – porterà al rafforzamento dell’alto di gamma a Porcia, che è già specializzata nella gamma alta del prodotto”. Ma per rendere possibile l’operazione, hanno precisato, dovranno essere “confermate le sei ore di lavoro più le due di solidarietà”.

Un punto, quest’ultimo, che non ha convinto i sindacati. Stando ai loro calcoli, infatti, se venissero mantenute le attuali ore di lavoro, il numero degli esuberi a Porcia crescerebbe coinvolgendo 450 lavoratori (342 operai e 8 impiegati). “L’azienda vuole solo addolcire la pillola – ha dichiarato il coordinatore della segreteria della Uilm, Gianluca Ficco – Secondo il piano, gli esuberi sono 450 e non 316″. Non solo: “L’azienda ha confermato l’esigenza di una riduzione di 3 euro del costo dell’ora lavorata – ha aggiunto il sindacalista soffermandosi su un’altra questione spinosa – ma la multinazionale non parla più di tagliare voci salariali, bensì di provare ad agire su leve fiscali e contributive, quali quelle immaginate dal sindacato di rifinanziare i benefici contributivi in favore delle imprese che ricorrono ai contratti di solidarietà”.

Nel piano presentato ieri, l’Electrolux ha anche fatto riferimento allo stabilimento veneto di Susegana che dovrebbe procedere con la produzione di oltre 90 mila frigoriferi sui 158 mila che il gruppo aveva inizialmente pensato di trasferire in Ungheria. L’incontro di ieri ha comunque fatto registrare un cauto ottimismo da entrambe le parti. E anche la governatrice del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, sembra guardare con maggiore fiducia alla risoluzione della vertenza: “E’ un punto di partenza da cui proseguire per sviluppare un discorso più articolato e più soddisfacente – ha dichiarato – L’oggetto vero della discussione non è il numero dei posti di lavoro da tagliare, ma la qualità dell’investimento strategico nello sviluppo dello stabilimento di Porcia”.