Roma: imprenditori e artigiani stremati scendono in piazza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:07

Rete Imprese Italia

 

“La crisi, la crescita allarmante della disoccupazione e una pressione fiscale che, anche nel 2014, rimarrà a livelli intollerabili, rischiano di prolungare i loro effetti sulle imprese già stremate e di provocare un ulteriore impoverimento delle famiglie”. A dichiararlo è stato Marco Venturi, presidente di Rete Imprese Italia (il network che riunisce Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) che scenderà oggi in piazza a Roma al grido di “Senza impresa non c’è Italia. Riprendiamoci il futuro”.

La manifestazione, che prenderà il via oggi alle 12,00 in piazza del Popolo, intende accendere un faro sulla grande sofferenza delle piccole e medie imprese italiane che, per uno strano paradosso, nonostante siano tra le più competitive (a livello qualitativo) in Europa, sono quelle che faticano di più a rimanere a galla. A conforto di questa tesi, Rete Impresa Italia ha fornito i dati diffusi dalla Banca Mondiale che inchioda l’Italia al terzultimo posto nella classifica europea per facilità di fare impresa e al 65esimo posto nella classifica mondiale.

Non solo: gli studi messi a punto dalle confederazioni confermano il quadro più che disastrato del nostro Paese, con l’occupazione ridotta, nell’ultimo anno, di oltre 1 milione di unità, la disoccupazione raddoppiata dal 6,4 al 12,7% e con oltre mille imprese costrette a chiudere ogni giorno. Le cause di questo disastro produttivo e sociale vanno rintracciate, secondo Rete Imprese Italia, nell’eccessiva pressione fiscale che ha raggiunto i livelli record del 44,3% del Pil e nella lentezza della burocrazia che costa ogni anno all’Italia circa 30 miliardi di euro.

Da qui l’idea di sottoporre all’attenzione della politica alcune proposte, partendo dalla necessità di riformare gli assetti istituzionali (riforma del titolo V della Costituzione) e di garantire la governabilità con la messa a punto di una nuova legge elettorale. Non solo: la rete delle confederazioni che scenderà oggi in piazza propone soprattutto di riformare il fisco, destinando ad esempio le risorse ricavate dalla lotta all’evasione e dalla spending review alla riduzione della pressione fiscale per le imprese. E poi ancora l’abbassamento del costo del lavoro, un intervento straordinario della Bce a sostegno dell’accesso al credito delle pmi, l’avvio di un processo di semplificazione normativa e amministrativa e l’innovazione del sistema dei trasporti e della logistica.