Crisi: crollano i consumi

Vendite

 

A fornire l’ennesima istantanea della crisi è stato l’Istituto nazionale di statistica che ha certificato un allarmante calo dei consumi nel 2013.

Secondo i dati elaborati dall’Istat, quello appena conclusosi sarebbe stato l’anno più nero dal 1990: un anno horribilis che ha fatto registrare un calo delle vendite al dettaglio del 2,1% rispetto all’anno precedente. E gli italiani avrebbero economizzato praticamente su tutto, compresi i generi alimentari che hanno fatto registrare una flessione dell‘1,1% (è stata, invece, del 2,7% quella che ha interessato tutti gli altri prodotti).

Particolarmente preoccupante il dato relativo allo scorso mese di dicembre, con un calo dello 0,3% delle vendite rispetto al mese precedente e del 2,6% rispetto all’anno precedente. Un dato negativo che ha interessato sia la grande distribuzione (-2,7% rispetto a dicembre 2012) che le piccole imprese locali (-2,4% tendenziale).

“Siamo all’emergenza nazionale – ha commentato ieri la Confesercenti – la flessione record delle vendite nel 2013 certifica il terzo anno consecutivo di crollo della domanda interna”. “Chiediamo al nuovo governo – ha aggiunto la confederazione dei commercianti – di intervenire con urgenza con una strategia shock”.

A destare particolare apprensione è la crisi che ha investito il comparto del commercio al dettaglio che, secondo la Confesercenti, ha causato nel 2013 la chiusura di più di 46 mila imprese. E non è andata meglio ai negozi alimentari: a fine anno, oltre 2 mila hanno, infatti, dovuto abbassare la saracinesca per sempre.  In totale, le imprese alimentari “sopravvissute” all’anno nero sono 95.667: meno di 1,6 ogni mille abitanti.