Stasera al cinema: “Monuments Men”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:49

indexMonuments Man di George Clooney – Questa settimana il nostro appuntamento con il cinema è con il film Monuments Men, trasposizione cinematografica del libro di Robert M. Edsel, “Monuments Men. Eroi alleati, ladri nazisti e la più grande caccia al tesoro della storia”. Secondo le dichiarazione del regista, nonché attore, George Clooney, questo film parte dal desiderio di raccontare l’avventura di questi architetti, critici, direttori di musei ed esperti d’arte. L’abbiamo imparato seguendolo negli anni, Clooney è un regista intelligente che racconta storie che lo hanno colpito o che cerca di portare all’attenzione del pubblico. La storia è semplice, durante la Seconda Guerra Mondiale gli Stati Uniti inviarono un gruppo di studiosi, professori ed esperti d’arte in Europa. La missione era preservare il patrimonio artistico sparso per il Vecchio Continente mentre imperversano bombardamenti da ogni parte.

Questo insolito plotone è formato da amici di vecchia data di Strokes (Clooney), fra i quali il direttore del Metropolitan Museum di New York (Matt Damon), uno scultore (John Goodman), un noto architetto (Bill Murray), e altri professionisti dell’ambito artistico, ai quali si aggiunge un giovane soldato ebreo, tedesco di nascita ma residente negli Stati Uniti (Dimitri Leonidas). Dal momento in cui vengono arruolati dall’esercito, però, ne diventano membri a tutti gli effetti, disposti anche a morire pur di portare a termine la propria missione, una missione che ritengono non meno importante di tante battaglie combattute con le armi da fuoco. Il film è bello, piacevole, il soggetto era di per se niente male e il cast davvero eccezionale, la pecca è la discontinuità.

La poca omogeneità è in definitiva il problema di questo film ‘stranamente bellico’; costretto ad affidarsi a modelli gia’ visti per quanto riguarda il genere e troppo autoreferenziale. Il film ha una serie di scene nelle quali i nostri eroi sono a tratti irresistibili ma non si uniscono in maniera coerente e fluida con il resto del film. Seconda cosa da notare è che è un vero tripudio delle stelle e delle strisce, un autoesaltazione come solo in America sanno fare. E cosi, preso atto del nobile intento alla base e dell’omaggio a degli uomini che meriteranno per sempre tutto il nostro rispetto e gratitudine, si esce dal cinema con l’impressione di aver passato due ore con un film gradevole, simpatico, commovente a tratti, ma non unico, come gli altri film di Clooney erano stati. Un film parzialmente riuscito. Se infatti la filosofia di fondo sia forte e ambiziosa, il ritmo è lento, con sporadici picchi soporiferi.