Disoccupazione record al 12,9%

Dicoccupazione

 

L’anno appena iniziato non concede troppe speranze ai tanti italiani in cerca di lavoro. Secondo i dati (provvisori) diffusi ieri dall‘Istat, nel mese d gennaio il tasso di disoccupazione è schizzato al 12,9% (+0,2% rispetto a dicembre e +1,1% rispetto a un anno fa).

Si tratta del livello massimo dal 1977, con un “esercito” di disoccupati composto da 3 milioni e 293 mila persone, 260 mila in più rispetto a gennaio 2013 (+8,6%) e 60 mila in più rispetto a dicembre (+1,9%).

Più che allarmante anche l’istantanea che riguarda il 2013 che, secondo l’istituto di statistica nazionale, ha lasciato per strada ben 478 mila posti di lavoro. A subire maggiormente gli effetti della crisi sono stati i meridionali e le donne. L’occupazione femminile ha registrato una flessione dello 0,2% su base mensile mentre in leggero aumento (+0,1%) risulta quella maschile. Ma su base annua, sia la cifra che riguarda le donne che quella che interessa gli uomini sono precedute dal segno meno: -1,1% per le prime, -1,7% per i secondi.

Non va bene (ovviamente) neanche ai giovani: i disoccupati tra i 15 e i 24 anni hanno raggiunto quota 690 mila, con un tasso che sale al 42,4% (+0,7% rispetto al mese precedente). I giovani italiani che lavorano sono, invece, 937 mila, circa 7 mila in meno rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda le tipologie di lavoro, l’Istat ha rilevato che il numero di dipendenti a tempo determinato e di collaboratori è sceso a 2 milioni 611 mila (197 mila in meno in un anno). Un dato assai vicino a quello dei dipendenti a tempo indeterminato che sono diminuiti di 190 mila unità. Tra il 2008 e il 2013 si contano complessivamente 984 mila occupati in meno.

Le stime diffuse ieri dall’Istat hanno messo in allarme sindacati e associazioni di categorie. Sono dati drammatici – ha commentato la Cgil – che confermano l’assoluta urgenza di un piano del lavoro che si occupi di creare nuova occupazione piuttosto che mettere mano, ancora una volta, alle regole”.

Preoccupata anche Confcommercio“Il 2014 si è aperto con dati che lasciano poco spazio per immaginare un rafforzamento dei recenti timidi segnali di miglioramento avvertiti su alcuni indicatori di fiducia”, ha dichiarato.

E il neo presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha scelto di affidare a twitter il suo commento sulla disoccupazione di gennaio: “È una cifra allucinante, la più alta da 35 anni – ha scritto – Ecco perché il primo provvedimento sarà il Jobs act”.