Brad Mehldau Trio a Prato, l’eleganza del classicismo jazz

 

Mehldau Trio

Lunedì 3 marzo l’esibizione del Brad Mehldau Trio chiuderà la diciannovesima edizione della rassegna “Metastasio Jazz” al Teatro Metastasio di Prato, e non si potrebbe immaginare conclusione migliore.

Il pianista americano Brad Mehldau, classe 1970, è ormai uno dei punti di riferimento imprescindibili del panorama jazz contemporaneo. Nel suo trio, che vede accanto a lui da più di dieci anni Larry Grenadier al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria, trova perfetto compimento la sua visione musicale: fine lavoro compositivo, con attenzione certosina alla struttura, e al tempo stesso improvvisazione fluida e melodica; raffinato intimismo e contemporaneamente grande enfasi ritmica, frammentazione e scomposizione dei tempi, come testimonia ad esempio l’ultimo album in studio del trio composto totalmente di brani originali, il notevole “Ode” del 2012.

Queste doti di eleganza formale e lirismo espressivo fanno dunque sì che la formazione sia perfettamente in sintonia con il titolo di quest’anno della stagione jazz del Metastasio, “Chamber Jazz”; nonostante nella sua opera Mehldau abbia anche toccato lidi più sperimentali e di confine, nella musica del trio sono assenti sia derive free e rumoristiche, sia contaminazioni etniche od elettroniche. L’assoluta contemporaneità della proposta sta piuttosto nella straordinaria capacità di assorbire la tradizione jazzistica e rimescolarla in un flusso di coscienza organico, creativo e sorprendente come Keith Jarrett insegna, ma sempre miracolosamente in equilibrio tra raziocinio e immediatezza spontanea, così da costruire un discorso musicale in grado di essere seguito in ogni evoluzione e in ogni svolta, pur nella sua complessità.

E che in questo senso Mehldau abbia tratto molteplici ispirazioni dalla musica pop è testimoniato dalle sue numerose – e splendide – interpretazioni di brani dei Beatles, dei Radiohead, di Nick Drake, di Paul Simon, solo per citarne alcuni.

L’appuntamento è dunque al Metastasio, per l’incontro con i migliori esponenti del classicismo jazz di questi anni.

Mattia Cavicchi