Lucchini Piombino: operai in sciopero in attesa di una soluzione

Operai Lucchini

 

Della vertenza che riguarda l’acciaieria Lucchini di Piombino si parlerà nel tavolo convocato giovedì 6 marzo al Ministero dello Sviluppo economico quando i rappresentanti delle sigle sindacali nazionali e territoriali avranno l’occasione di riferire al sottosegretario, Claudio De Vincenti, le preoccupazioni dei lavoratori del polo siderurgico.

Le sorti dello stabilimento, commissariato nel 2012, sono legate alla necessità di ricevere, entro il 10 marzo, i 40 milioni di euro necessari a pagare la nave carica di minerale che alimenta l’altoforno. L’unica proposta allettante sembra essere quella della Smc di Khaled al Habahbeh che ha prospettato un investimento di tre miliardi di euro con cui si impegna a garantire il mantenimento della produzione e di tutti i posti di lavoro (oltre 2 mila), senza trascurare i dipendenti delle ditte appaltatrici.

Una proposta, quella avanzata dal magnate giordano, che convince poco il commissario della Lucchini, Piero Nardi, che ha di recente diffuso un documento nel quale ha contestato la presunta pretesa della Smc di  depositare sui propri conti una somma di denaro pari a 200 milioni di euro. Ma a contraddirlo è stato il sindaco di Piombino, Gianni Anselmi: Non servirà a niente il tentativo che si percepisce di attribuire responsabilità agli arabi di Smc che pure spero – ha scritto ieri il sindaco su facebook – provvedano nelle prossime ore a pagare la nave. Saremo puntuali e precisi ad evidenziare le responsabilità politiche ed istituzionali in campo – ha aggiunto Anselmi – Confido in un intervento del governo già nelle prossime ore”. 

Intanto la preoccupazione degli operai continua a crescere: ieri, nel corso di un consiglio di fabbrica con le Rsu, è stato annunciato uno sciopero di 8 ore che partirà dalle 14 di oggi, con l’esclusione dell’area a calda (che non può fermarsi). Non solo: i sindacati che sono stati convocati giovedì prossimo a Roma hanno chiesto di coinvolgere nella discussione anche il commissario Piero Nardi e la Smc per cercare di fare chiarezza sull’affidabilità della proposta avanzata dal gruppo arabo e sulla reale disponibilità del commissario a risolvere la situazione che rischia di precipitare entro tempi strettissimi. Con conseguenze tristemente prevedibili sul piano occupazionale.