Electrolux: governo pronto a sostegno, ma serve piano industriale

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Tra le tante “patate bollenti” che il neo ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, ha ereditato dal suo predecessore, Flavio Zanonato, la vertenza Electrolux merita sicuramente un’attenzione particolare.

La situazione del colosso svedese – che ha paventato, negli scorsi mesi, la possibilità di trasferire parte della produzione all’estero e di ridimensionare i salari dei lavoratori italiani – rimane, infatti, uno dei dossier che il Mise maneggia con maggior cura.

Ieri la stessa Federica Guidi, insieme al collega del Lavoro, Giuliano Poletti, ha incontrato a Roma i vertici italiani dell’azienda per sondare lo stato delle cose. A conclusione del faccia a faccia, è emersa la disponibilità del governo a intervenire a sostegno dell‘innovazione e del contenimento del costo del lavoro per Electrolux. Alla quale è stato però chiesto di definire un piano industriale più dettagliato, capace di allontanare le ansie dei lavoratori degli stabilimenti italiani (soprattutto di quelli di Porcia). Un nuovo tavolo – al quale parteciperanno anche le rappresentanze sindacali – verrà aperto entro il 20 marzo.

Intanto sulla questione Electrolux è intervenuto ieri anche il segretario della Fiom, Maurizio Landini: “Per mantenere Electrolux in Italia servono due condizioni – ha spiegato il sindacalista – il governo deve favorire la decontribuzione sui contratti di solidarietà, riducendo il costo del lavoro senza ridurre il salario e l’azienda – ha aggiunto Landini – deve portare in Italia gli investimenti necessari, compreso quello annunciato per la Polonia”.