La grande promessa di Renzi: Giù le tasse

Renzi da Fazio

 

Si sente come un acrobata sul filo sulla cui caduta tutti sembrano scommettere, il giovane neo premier, Matteo Renzi. Che ieri ha raggiunto il salotto più accogliente della tv nazionale – quello di Fabio Fazio – per raccontare agli italiani ciò che intende fare per “cambiare verso” al Paese.

Senza fare economia di frasi ad effetto che riescono a strappare l’applauso al pubblico presente in studio (tra le più premiate “Annuncio di non fare annunci” e “Per me parità di genere è quando una donna guadagna quanto un uomo che svolge la stessa mansione”), il presidente del Consiglio sceglie (come spesso fa) di stupire con effetti speciali. Annunciando l’avvio di un periodo serrato di riforme che ridaranno sprint alla macchina inceppata.

“Da mercoledì abbasseremo le tasse“, ha dichiarato Renzi, che si è però guardato bene dallo scendere nei particolari. “Oggi la priorità è garantire la competitività del sistema Paese – ha spiegato il premier – e dire alle famiglie che guadagnano poco se riesco a darvi qualche decina di euro veri in più al mese, quei soldi lì non credo che finiscano nel risparmio, ma che vengano rimessi in circuito“.

E al conduttore che gli ribatte che gli interventi annunciati potrebbero suscitare il disappunto di qualcuno: “Avremo i sindacati contro? – ha chiosato puntuto Renzi – Ce ne faremo una ragione”. Di più: “Noi ascolteremo tutti, ma cosa c’è da fare lo sappiamo perfettamente da soli”, ha aggiunto il presidente del Consiglio, che non sembra intenzionato a concedere molto neanche ai “primi della classe” in Europa. “Basta con questo ‘ce lo dice l’Europa’, siamo noi l’Europa – ha scandito Matteo Renzi – l’Italia è la seconda industria manifatturiera e gli imprenditori migliori ce li abbiamo noi. Dobbiamo mostrare più orgoglio“.

E poi la legge elettorale che – ha assicurato il premier – scongiurerà il rischio di altre larghe intese e soffocherà il potere ricattatorio dei partitini, il via libera agli imprenditori che si candidano a mantenere in salute il patrimonio culturale italiano (sulla scia della ristrutturazione del Colosseo finanziata da Diego Della Valle) e la “stoccata” riservata al M5S, unico movimento politico menzionato nel suo lungo speech televisivo: “Perché non ci aiutano ad abolire il Senato?”, ha detto Renzi. Che al cospetto delle domande del suo placido intervistatore – che per un attimo sembrava intenzionato a “infilzarlo” sulla vergogna internazionale di Pompei – è riuscito a “cavarsela” senza alcuna difficoltà arrivando a intestarsi la vittoria del premio Oscar a Paolo Sorrentino. Dalla grande bellezza alla grande acrobazia.