Terra dei fuochi: solo il 2% del territorio è a rischio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:31

terra dei fuochi

 

Anche il governo Renzi ha deciso di occuparsi della Terra dei Fuochi, il martoriato territorio – compreso tra le Province di Napoli e Caserta – su cui la camorra ha sversato negli anni rifiuti tossici causandone l’avvelenamento.

A farne le spese sono stati non solo gli abitanti, ma anche gli agricoltori i cui prodotti, considerati contaminati, sono stati banditi dal commercio. Una situazione difficilissima, che rischia di sclerotizzare la sofferenza economica di un intero territorio, e che necessita dunque di un intervento mirato e tempestivo. La risposta del nuovo governo è arrivata ieri, sotto forma di un decreto interministeriale che ha sancito la sinergia tra il dicastero delle Politiche agricole e quelli della Salute e dell’Ambiente.

Nel provvedimento è stata rimarcata la necessità di vietare la commercializzazione di prodotti a rischio, provvedendo però a fornire una più precisa mappatura, che ha circoscritto notevolmente il diametro dell’area considerata “off limits”“Su un totale di 1.076 km quadrati di terreni analizzati e mappati in 57 Comuni, 33 in provincia di Napoli e 24 in provincia di Caserta – è emerso dall’indagine condotta dal ministero delle Politiche agricole – le aree ritenute sospette di inquinamento da rifiuti industriali rappresentano soltanto il 2%, per un totale di 21,5 km quadrati.

Più precisamente, come evidenziato dal responsabile dell’Agricoltura, Maurizio Martina, l’attenzione del governo si concentrerà su 51 siti (di cui 7 a massimo rischio) “per i quali è necessario prioritariamente adottare misure di salvaguardia per garantire la sicurezza della produzione agroalimentare”. Dei prodotti di queste zone verrà vietata la vendita, a meno che gli stessi prodotti non siano stati sottoposti a controlli (a spese degli agricoltori) che abbiano dato esito positivo.

Non solo: il decreto interministeriale presentato ieri prevede lo stanziamento di 50 milioni di euro, di cui 25 verranno impiegati per uno screening sanitario sulla popolazione. “Stiamo affrontando il problema salute in quella zona a tutto tondo – ha assicurato il ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin – Sino a 3 mesi fa sulla terra dei Fuochi c’era una specie di sipario chiuso che abbiamo aperto con una serie di provvedimenti importanti per ridare certezza e sicurezza alla popolazione”.

 

 

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