L’Ue applaude Renzi: Buone misure, ma occorre rispettare i vincoli

Commissione-europea-300x225Bruxelles – La serie di provvedimenti annunciati ieri da Renzi, ovvero interventi su tasse, lavoro, scuola e sblocco dei debiti statali, ha incontrato oggi il plauso dell’Europa.
Soprattutto per ciò che riguarda gli interventi mirati sul tema del lavoro, il cosidetto Jobs Act, definito “appropriato vista l’elevata disoccupazione dei giovani”.
Ma non solo, l’Ue “accoglie con favore l’intenzione del governo di semplificare il quadro istituzionale e i processi decisionali, anche chiarificando le responsabilità tra i differenti livelli del Governo; di nominare un’autorità anticorruzione; di accelerare il pagamento dei debiti della p.a. e di rispettare i termini contrattuali stabiliti dalla direttiva pagamenti”.
E ancora: “La Commissione ha preso nota dell’ampio annuncio del premier di ieri e accoglie con favore le azioni proposte per riforme istituzionali e strutturali, sebbene sarà in grado di fare un’analisi approfondita solo quando saranno tradotte in atti legislativi”.
Bene anche la riduzione “delle tasse sul lavoro soprattutto attraverso i risparmi identificati dalla spending review”.
Un piano quindi, che piace all’Europa, ma deve tradursi necessariamente in fatti.

Italia rispetti i vincoli – Dopo il plauso, l’Europa avverte però l’Italia, sulla “necessità per l’Italia di rispettare i suoi impegni verso il patto di stabilità e di crescita, specialmente visto il suo debito molto alto. L’Italia è nel braccio preventivo del Patto, che significa che deve concentrarsi sul raggiungimento del suo obiettivo di medio termine (Mto) ovvero il pareggio di bilancio in termini strutturali e, legato a questo, è il rispetto della nuova regola del debito».
La Commissione “si aspetta che tutti i dettagli delle riforme siano inseriti nel Piano nazionale di riforme (Pnr) e tutte le misure di bilancio dettagliate nel programma di stabilità”.

Le coperture – Per mettere in pratica l’ambizioso piano, Renzi ha come obiettivo ora trovare le relative coperture. Il premier ha già spiegato che i fondi non mancano: “Vogliamo colpire con grande decisione la spesa pubblica improduttiva. Non siamo imprudenti, non siamo fantasiosi e non cerchiamo spettacolarizzazione. Cerchiamo di essere coi piedi molto piantati per terra, sappiamo che i processi di ristrutturazione della spesa pubblica richiedono applicazione costante”, ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Matteo Oliviero