Venezia: lettere di licenziamento per 73 dipendenti Actv

Actv Venezia

 

Naviga in cattive acque l’Actv, la storica azienda veneziana che dal 1881 si occupa della mobilità in città. Nei giorni scorsi è stata recapitata una lettera di licenziamento a 73 dipendenti che dovranno lasciare il lavoro entro l’anno per consentire all’azienda di far fronte al deficit di bilancio di 9 milioni di euro.

Una decisione che, stando alla versione fornita da Carlo Papaccio, direttore del personale dell’Actv, era già stata concordata con i sindacati. “Abbiamo applicato l’accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali il 17 ottobre e che, tra i vari punti – ha spiegato Papaccio – prevede l’esubero di 330 dipendenti, per il pareggio di bilancio nel 2016, con una riduzione di costi e recupero costi del personale di 38 milioni. Ma non lasceremo a terra nessun lavoratore – ha assicurato il responsabile del personale – saranno tutti garantiti al massimo”.

L’azienda veneziana ha scelto di procedere con il prepensionamento, “invitando” i 73 dipendenti che l’anno prossimo avrebbero concluso il loro rapporto di lavoro ad anticipare lo stop di 12 mesi. Con una copertura assicurativa che garantirà loro il 100% dello stipendio fin qui percepito. “Se poi dovessero cambiare nuovamente le regole sulle pensioni – ha aggiunto Papaccio – ci impegniamo a riassumere il personale: non vogliamo creare esodati“.

Ma le rassicurazioni fornite dal responsabile dell’Actv non hanno convinto gli Usb-Cobas che hanno annunciato uno sciopero di 24 ore per il prossimo 4 aprile. Con questo avvio di procedura – ha dichiarato il segretario Giampietro Antonini – l’azienda ha smentito l’affermazione sino ad oggi fatta che non ci sarebbero stati licenziamenti a fronte della firma dell’accordo del 17 ottobre 2013″. 

Meno critici, invece, gli altri sindacati: “Certamente di primo acchito la cosa può destare allarme sociale rilevante – ha riconosciuto il referente Fit-Cisl, Marino Deterlizzi – ma si tratta di fatto dell’applicazione dell’accordo del 17 ottobre. I 73 paventati licenziamenti sono relativi a personale che ha già maturato i requisiti per poter accedere al trattamento di quiescenza o che lo maturerà entro il 2014 e nel 2015, per i quali – ha spiegato il sindacalista – vi saranno tutte le garanzie di legge e quelle previste dall’accordo stesso che gli consentiranno lo scivolo del pensionamento”.