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Vertice Italia-Germania. Merkel: Sono colpito da Renzi. Piano ambizioso

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zcVYnplgPUw0jPjpHZEHRzW5Z667UkyJvT5gfEncCus=--Merkel: Colpito da Renzi – A seguito del faccia a faccia Merkel – Renzi, la Cancelliera tedesca di è detta “molto colpita” dal premier Italiano.
Il piano è ambizioso, ma la Germania ha accolto con soddisfazione l’intenzione del governo Italiano di accelerare sulle riforme utili per la crescita in termini di Pil e competitività del nostro paese.
Abbiamo esaminato tutti gli aspetti delle riforme e devo dire che gli auguro molta fortuna e coraggio, è un messaggio di cui ci rallegriamo tutti”, è quanto ha detto la Merkel.
E ancora: “Anche per me è chiaro che l’Italia tiene conto della stabilità ma anche delle due componenti crescita e occupazione”, ha poi concluso.

No rinvii su conti pubblici – Il piano però, non deve ritardare il consolidamento dei conti pubblici. In parole povere, la Germania non vuole rallentamenti sulla riduzione del debito pubblico del nostro paese.

Renzi: Qui per illustrare il nostro piano – Il vertice con Berlino, ha spiegato Renzi, “è stata un’occasione per illustrare un processo di riforme molto ambizioso e coraggioso. L’Italia deve fare le riforme perché lo chiedono i nostri figli e non i partner europei. Tutti abbiamo da guadagnare, ma l’Italia deve smettere di pensare che si fanno le riforme perché ce lo chiede Bruxelles, Berlino, noi facciamo le riforme per noi. Il governo ha come orizzonte il 2018 ma per noi le riforme devono esere fatte subito“.
E sul debito rassicura la Merkel: “Il debito è cresciuto, nonostante l’Italia abbia avuto un avanzo primario con interventi per ridurre la spesa noi abbiamo smesso di crescere. Occorre mantenere i vincoli, fare misure strutturali, ma dentro il pacchetto occorre aiutare a recuperare la domanda interna“.
Ma anche sulle coperture finanziarie dell’ambizioso piano: “Noi rispettiamo tutti i limiti che ci siamo dati, a partire dal trattato di Maastricht. L’Italia non chiede di sforare le regole, dando il messaggio che le regole sono cattive. Le regole ce le siamo date insieme – ricorda – e sono importanti ma occorre avere la forza di investire sul grande problema dell’Italia: con le misure di questi anni il rapporto debito/pil è cresciuto al 132% perchè, nonostante l’avanzo primario, il nostro problema è la mancata crescita”.

Matteo Oliviero

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