Addio calvizie: gli uomini corrono ai ripari contro la perdita di capelli

calvizieC’era una volta Sansone, che si innamorò di Dalila. Si fidò di lei, che però lo tradì e gli fece tagliare i capelli, fonte della sua forza. Ancora oggi, di fronte alla perdita di capelli, molti uomini perdono fiducia in se stessi e si sentono meno attraenti, meno virili. Diventare calvo viene interpretato come un chiaro sintomo di invecchiamento, quindi di declino fisico.

Tuttavia, le cause che portano alla calvizie sono diverse, non necessariamente legate solo all’età: vediamo insieme di capire quali sono e, soprattutto, cosa si può fare per porre fine a questo fenomeno. Perché, è bene saperlo, agire in tal senso si può, anzi: è doveroso intervenire per tempo, allo scopo di preservare la capigliatura.

Innanzitutto è bene sapere che ogni giorno ciascuno di noi perde un numero di capelli variabile tra i 40 ed i 120 circa, per via del ricambio naturale dei follicoli piliferi. In alcune situazioni, ad esempio lo stress, l’abuso di alcool o di fumo, l’assunzione di alcuni farmaci, i cambi di stagione e via dicendo, il numero di capelli che cadono può temporaneamente aumentare, anche di molto. Nonostante ciò, non si parla ancora di calvizie perché questi capelli verranno sostituiti. Monitorate la situazione, ma non allarmatevi più di tanto.

Diverso è il caso della caduta dei capelli che si manifesta in gioventù (27-35 anni) e porta ad un progressivo e lento diradamento della capigliatura. In questo caso si parla di calvizie ad evoluzione lenta. Al contrario, la calvizie ad evoluzione rapida comporta la perdita veloce di capelli e l’uomo diventa calvo generalmente entro i 30 anni.

Esistono per l’uomo tre diverse forme di calvizie, chiamate alopecia areata, alopecia androgenetica e alopecia diffusa. Tra queste, l’alopecia androgenetica è quella più comune, che colpisce l’80% degli uomini. In tal caso, il patrimonio genetico maschile presenta una maggiore sensibilità agli ormoni androgeni, tra i quali vi è il testosterone, importante perché viene trasformato all’interno del follicolo pilifero. Quando il follicolo è predisposto alla calvizie, si verifica uno squilibrio ormonale che porta alla modifica del DNA del follicolo stesso che, progressivamente, viene distrutto. Di conseguenza, compare la calvizie.

Arrestare questo squilibrio, però, è possibile, infatti esistono diversi rimedi per contrastare la perdita dei capelli: trattamenti naturali (i cosiddetti integratori), interventi chirurgici anti calvizie ed un trattamento farmacologico mirato a base di propecia finasteride.

Gli integratori o le lozioni topiche sono efficaci nel momento in cui si verifica una “calvizie temporanea” dovuta, ad esempio, allo stress, anche se la loro valenza non è stata clinicamente dimostrata. Rinfoltire la chioma attraverso un intervento chirurgico richiede molto tempo (circa due anni) e dà dei risultati apprezzabili in quanto consente di recuperare i capelli persi. Tuttavia, si tratta comunque di un intervento che viene effettuato dopo che i capelli sono caduti.

La terapia farmacologica, al contrario, va affrontata prima di diventare calvi perché il farmaco inibisce quel processo di modificazione del DNA del follicolo pilifero di cui si diceva prima e, addirittura, a distanza di pochi mesi dall’inizio della terapia si registra una considerevole ricrescita dei capelli nelle zone glabre.