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Sicilia: stop a sussidi per finti precari

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Palazzo d'Orleans

 

Nel 2001 il Comune di Palermo avvia un progetto di reinserimento sociale volto a impiegare alcuni cittadini svantaggiati. Si parte con gli ex detenuti, ma la platea si amplia quasi subito, coinvolgendo anche ex alcolisti, tossicodipendenti e persone disagiate, ai quali viene corrisposto un sussidio, in cambio di una prestazione lavorativa da svolgere nell’ambito della manutenzione pubblica (dalle strade agli edifici scolastici).

Il progetto, sotto la presidenza dell’ex governatore Raffaele Lombardo, passa  all’amministrazione regionale che si incarica di pagare i precari disagiati con i fondi di cui dispone. La platea degli ex Pip di Palermo si fa sempre più numerosa e finisce per gravare eccessivamente sul bilancio (perennemente in rosso) della Regione Sicilia. L’arrivo di Rosario Crocetta a Palazzo d’Orleans e l’insistenza del gruppo siciliano del M5S all’Ars (Assemblea regionale siciliana) determinano però il cambiamento. Ovvero l’avvio di controlli più stringenti da parte dell’assessorato regionale al Lavoro, che svela di fatto un quadro di desolante falsità.

Tra i beneficiari dei sussidi regionali, compare infatti un trentottenne con un reddito di 150 mila euro e un altro, in odor di mafia, con due imbarcazioni a carico. Da qui le contromisure dell’amministrazione, che ha deciso di sospendere il sussidio a più di 80 ex Pip il cui reddito annuo è risultato superiore a 21 mila euro. Cosa abbia potuto determinare un tale caos è facile immaginarlo: molti dei sussidi venivano erogati senza effettuare riscontri preventivi, ma dietro presentazione di semplici auto-certificazioni. In pratica chiunque avrebbe potuto dichiarasi precario e beneficiare, senza alcuna difficoltà, dell'”aiutino” della Regione.

Ma la questione non si chiude qui. Molti dei precari svantaggiati riconosciuti dall’amministrazione siciliana continuano, infatti, a non lavorare e per questo l’assessore regionale al Lavoro, Ester Bonafede, avrebbe deciso di assegnarli al Comune di Palermo, che non sarebbe però stato informato. Da qui la stizza del primo cittadino Leoluca Orlando“Considero inaccettabile l’idea che il sindaco della città di Palermo debba apprendere per caso da un giornalista che starebbero arrivando delle assegnazioni di personale al Comune – ha detto – Ma stiamo parlando di cose o di esseri umani? Di rifiuti o di lavoratori?”. “La realtà è che in questa nostra Regione – ha rincarato Orlando – c’è qualcuno che pensa che facendo confusione si possa distrarre l’attenzione dalle proprie inefficienze”.

 

 

 

 

 

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