Confindustria: crescita Pil a rischio

Confindustria

 

La possibilità che il nostro Pil riesca a vincere la soglia dello 0,5% nel 2014 appare remota: è quanto ha reso noto ieri il Centro studi di Confindustria.

A mettere le ganasce alla crescita dell’Italia, secondo i tecnici di viale dell’Astronomia, sarebbero vari fattori: alcuni riconducibili a “malfunzionamenti” interni, altri a  situazioni internazionali che determinano la generale instabilità. “Sul fronte esterno – si legge nel documento diffuso ieri dal Centro studi – agisce la grande nebbia dell’incertezza sulla solidità dello scenario globale, che spinge a navigare a vista e frena le decisioni di spesa”. “Sul fronte interno – hanno continuato gli economisti – operano gli handicap competitivi strutturali e le lunghe code della crisi”.

“L’attenzione va posta sugli ostacoli fatti in casa, sia quelli che da molti anni tengono basso il potenziale di crescita sia quelli che sono sorti negli ultimi tempi – hanno evidenziato da Confindustria – Tra i primi, tutto ciò che rende il Paese poco attrattivo per gli investimenti: dalla eccessiva regolamentazione ai tempi lunghi della pubblica amministrazione, dalla tassazione alta (in particolare il cuneo fiscale) all’inefficienza della spesa pubblica. Tra i secondi – si legge ancora nella “congiuntura flash” – ci sono la restrizione del credito, che è tornata a mordere in gennaio, e una domanda interna molto fiacca, la quale un po’ migliora stando alla maggiore fiducia delle imprese che producono servizi”.

E le prospettive sono nerissime anche sul fronte occupazionale, con un tasso di disoccupazione che, stando ai calcoli elaborati a viale dell’Astronomia, ha raggiunto a gennaio il 12,9%, coinvolgendo quasi 3,3 milioni di italiani.