Barroso: Sì a riforme Renzi, ma rispetti impegni in Europa

Renzi e Barroso

 

Le parole che il presidente della Commissione europea, Josè Barroso, ha consegnato ieri ai cronisti prima di incontrare Matteo Renzi, pare abbiano insolentito il premier e i suoi più stretti collaboratori.

“Ho preso atto delle dichiarazioni fatte a Berlino, con cui il premier italiano si è impegnato a un programma molto ambizioso di riforme e allo stesso tempo – aveva precisato Barroso – ha detto che avrebbe rispettato tutti gli impegni a livello europeo. Credo che questo sia fondamentale per la fiducia nell’Italia e per tutta la Ue”. Una rimarcatura di quanto già più volte detto, ovvero che la credibilità del Bel Paese passa attraverso la sua capacità di onorare gli impegni presi con i partner europei. Ma la sottolineatura di Barroso pare abbia irritato Renzi, che ha ribadito di non sentirsi uno “studente fuori corso” (variante del precedente “non siamo gli alunni somari da mettere dietro la lavagna”) e ha ricordato che l’Italia i vincoli li rispetta. “L’Italia è un Paese che sta rispettando tutti i limiti quindi, qualche volta, faccio un po’ fatica a capire le polemiche su questo”, ha “sganciato” il presidente del Consiglio.

L’incontro tra i due sembra, però, disinnescare le piccole scintille della vigilia (enfatizzate dalla stampa presente a Bruxelles): Renzi e Barroso si presentano sorridenti ai fotografi e tradiscono una sintonia da vecchi frequentatori. Sintonia che Matteo Renzi conferma, poco dopo, ai giornalisti italiani affermando di aver incassato il sì convinto di Barroso sul suo ambizioso pacchetto di riforme. E a chi gli ha chiesto se avessero parlato delle coperture e del pareggio di bilancio a cui l’Italia è inchiodata: “Se pensate che il dibattito tra il presidente della Commissione europea e il primo ministro di un Paese sia sullo zero virgola e non sul grande processo di riforme, non so più che dirvi – ha replicato Renzi – Noi stiamo rivoluzionando e cambiando l’Italia”. 

Chi avesse l'”ossessione” di conoscere nel dettaglio le cifre delle coperture con cui il governo italiano si impegna ad avviare le riforme senza tradire i vincoli europei – è stato il senso del discorso di Renzi – dovrà pazientare fino al 10 aprile quando verrà presentato il Def (Documento di economia e finanza). Che dovrebbe finalmente svelare se quella dell’ex “rottamatore” è un’operazione credibile o solo l’ennesimo bluff.