Tetto agli stipendi dei supermanager: Moretti (Fs) non ci sta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:23

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C’è una battaglia che Matteo Renzi vorrebbe portare a casa, ma che rischia di arenarsi sui binari delle Ferrovie dello Stato. La proposta del premier di tagliare i compensi dei supermanager pubblici individuando per tutti un tetto massimo, che non dovrebbe superare lo stipendio del presidente della Repubblica, non ha, infatti, conquistato l’amministratore delegato delle Fs, Mauro Moretti.

“Lo Stato può fare quello che desidera – ha dichiarato il dirigente – ma deve mettere in conto che una buona parte di manager andrà via”. E a chi gli ha chiesto se lui sarebbe uno di questi: “Non c’è dubbio”, ha risposto secco Moretti. “Io prendo 850 mila euro l’anno – ha spiegato il supermanager – il mio omologo tedesco ne prende tre volte e mezzo tanti. Siamo delle imprese che stanno sul mercato ed è evidente che sul mercato bisogna anche avere la possibilità di retribuire per fare sì che i manager bravi vengano dove ci sono imprese complicate e dove c’è ogni giorno del rischio da dover prendere”.

“Ci sono forse dei casi da dover rivedere – ha concesso Mauro Moretti – ma la logica secondo cui uno che gestisce un’impresa come la nostra debba stare al di sotto del presidente della Repubblica è una cosa sbagliata. Sia negli Stati Uniti che in Germania, sia in Francia che in Italia il presidente della Repubblica prende molto meno dei manager delle imprese”. E del resto, secondo l’amministratore delegato delle Ferrovie, va tracciata una linea netta tra il mercato e la politica: “Ci sono dinamiche diverse perché una cosa è stare sul mercato – ha spiegato Moretti – un’altra cosa è fare una scelta politica. Chi va a fare il ministro sa che deve rinunciare agli stipendi perché va a fare un’operazione politica, questa è una sua scelta personale”.

Messo al corrente delle “resistenze” manifestate dal dirigente delle Ferrovie, il premier Matteo Renzi ha scelto di non allarmarsi troppo: “Ci sono tante sacche di spreco nella Pubblica amministrazione e io non intendo rinunciare a questa battaglia – ha commentato da Bruxelles – Confermo l’intervento sugli stipendi dei dirigenti pubblici. Sono convinto che quando Moretti vedrà la ratio sarà d’accordo con me. Affronteremo con saggezza e intelligenza la questione”.

 

 

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