Stipendi manager pubblici, Della Valle vs Moretti: Meglio se va a casa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:46

Diego Della Valle

 

All’imprenditore marchigiano, Diego Della Valle, non manca certo la vena polemica che lo ha spesso spinto ad “affondare” su colleghi (e non solo) considerati poco illuminati. Non è un mistero che il presidente di Tod’s nutra, ad esempio, una marcata antipatia per i “rampolli” di casa Agnelli che, a suo giudizio, avrebbero beneficiato degli “aiuti” concessi dallo Stato alla Fiat per potenziare il loro posizionamento nei mercati internazionali, curandosi poco (o nient’affatto) della situazione occupazionale degli operai italiani.

Nel mirino di Della Valle è finito questa volta Mauro Moretti, il numero uno di Ferrovie dello Stato che, qualche giorno fa, si è attirato le antipatie generali affermando di non essere disposto ad accettare un eventuale decurtamento del suo stipendio (che ammonta a 850 mila euro all’anno) come manager pubblico. “Se avesse il coraggio e la dignità di andarsene – è stato il caustico commento del patron della Fiorentina – troverebbe milioni di italiani pronti ad accompagnarlo a casa”. “I viaggiatori sono costretti a viaggiare con tanti disagi sui treni delle ferrovie italiane, costretti a subire ritardi ingiustificati, a viaggiare su treni vecchi, a usare stazioni decrepite e poco sicure, senza nessun rispetto per la loro dignità. Spetta a loro – ha rincarato Della Valle, che è anche uno dei soci di Ntv, la società di Italo che fa concorrenza a Fs – il diritto di giudicare come le Ferrovie dello Stato sono gestite”.

E per rendere ancora più pesante il suo “anatema”, il presidente di Tod’s e Hogan ha puntato il dito contro i presunti “intrallazzi” tra il top manager e i politici. “E’ ora di alzare il velo sulle Ferrovie dello Stato e su Moretti, per capire perché la politica è succube di questo signore – ha affondato Della Valle – Bisogna fare chiarezza su tutti i rapporti che intercorrono fra le Ferrovie, Moretti e i politici che, tranne qualche rara eccezione, sono completamente appiattiti su di lui”. 

“Se vogliamo davvero cambiare l’Italia e riportare al centro dell’attenzione gli interessi e i bisogni dei cittadini, e non quelli delle vecchie corporazioni – ha concluso l’imprenditore marchigiano – gente come Moretti deve essere mandata a casa subito e con determinazione”.

 

 

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