Eurostat: costo lavoro Italia al di sotto media europea

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Dalla fotografia fornita ieri da Eurostat, si apprende che il costo del lavoro in Italia è stato nel 2013 poco al di sotto della media dei Paesi dell’Eurozona.

Un lavoratore dipendente italiano è costato, infatti, allo Stato 28,1 euro all’ora, mentre la media nei Paesi che hanno adottato la moneta unica si è attestata sui 28,4 euro. Al di sopra della media, invece, i due “big”, Germania e Francia, dove il lavoro dipendente è costato nel 2013 rispettivamente 31, 3 euro e 34,3 euro all’ora. E ancora di più in Belgio, che guida la classifica dell’Eurozona, con un costo del lavoro stimato in 39 euro ogni ora.

Se si prende in considerazione la Ue a 28, invece, la media è di 23,7 euro, con differenze marcatissime tra i vari Paesi. Si va, infatti, dai 3,7 euro all’ora corrisposti a un dipendente della Bulgaria ai 48,5 euro resi, invece, a un lavoratore della Norvegia.

Non solo: i dati diffusi ieri dall’istituto di statistica europea hanno posto l’accento sull’incidenza che il fisco esercita sulle buste paga. I costi non salariali (tasse e oneri vari) hanno, infatti, inciso sul costo del lavoro nei Paesi dell’Ue mediamente per il 23,7% e in Italia per il 28,1%. Ponendo il nostro Paese al quarto posto nella classifica europea, dietro la Lituania (con il 28,5%), la Francia (con il 32,4%) e la Svezia (con il 33,3%). A vantare il fisco più “amico” sono stati, invece, i lavoratori di Malta (8%), quelli del Lussemburgo (13,4%) e della Slovenia (14,7%).