Riforma del Senato, tensioni nella maggioranza. Renzi: Riforme o lascio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:19

264383f64739f5255ace4f7c56b60529-487-kMpC-U1030332601016CE-568x320@LaStampa_itRenzi: Avanti o lascio – O facciamo le riforme o non ha senso che gente come me sia al governo”. Questo l’avvertimento lanciato dal premier nel giorno in cui il Consiglio dei Ministri si appresta a varare la riforma del Senato.
Renzi non ci sta a fare le riforme a metà, “non sto a Roma perché mi sono innamorato dei palazzi: se la classe politica dice che non bisogna cambiare, faranno a meno di me e magari saranno anche più contenti”.
E non intende cambiare la riforma, “per ridurre il numero dei parlamentari e semplificare il quadro, facciamo un Senato in cui, senza indennità, siedano sindaci e presidenti di Regione. I paletti fondamentali sono: senatori gratis, che non votino più la fiducia, che non votino il bilancio e soprattutto che il Senato non sia eletto, perché noi in Italia abbiamo il numero di parlamentari più alto d’Europa, anzi più alto addirittura degli Usa. Diamoci una regolata”, conclude il premier.

Tensioni nel Pd – La maggioranza traballa sul ddl. Al fianco di Renzi si schiera Elena Maria Boschi, Ministro delle Riforme, che ricorda come la riforma sia stata decisa all’interno del partito: “Si tratta di un percorso condiviso; i tempi sono maturi e ora bisogna avere il coraggio di fare le scelte”.
Ma il Ministro Giannini chiede invece di rimandare il provvedimento, di prendersi quindi “qualche momento di riflessione e maturazione in più. Perché se il metodo della rapidità che contraddistingue il premier diventa anche l’obiettivo, può rivelarsi pericoloso”.
Nella maggioranza arriva lo stop di Scelta Civica, che si schiera contro il provvedimento di riforma del Senato, mentre la Boldrini chiede che ci sia un confronto tra tutte le forze politiche sul tema.

Matteo Oliviero