Province, Camera vota sì definitivo alla riforma Delrio. I sì sono 260

delrio-438_x2x_jpg_415368877Addio province – Con 260 voti a favore, 158 contrari e 7 astenuti, la Camera ha approvato il disegno di legge Delrio sulle province, le città metropolitane e le fusioni tra comuni.
La maggioranza ha inoltre respinto ogni proposta di modifica presentata dall’opposizione.
Soddisfazione nella maggioranza, Marina Sereni, vicepresidente della Camera del Pd, ha così commentato il voto: “Con l’approvazione definitiva della legge sulle Province e le città metropolitane comincia la semplificazione dell’assetto istituzionale italiano. Il passo definitivo sarà costituito dalla riforma costituzionale e la riscrittura del Titolo V: un percorso che trasforma le Province in enti di secondo livello, che consente il commissariamento di quelle che avrebbero dovuto essere rinnovate alle prossime elezioni, che fa concretamente partire l’istituzione delle Città metropolitane. Dopo molti anni di dibattiti inconcludenti”. 

Opposizione: Golpe – Duri i commenti che arrivano dall’opposizione. Da Forza Italia si grida al golpe. Secondo Bianconi “oggi è un giorno triste per la democrazia perché  le province non saranno cancellate ma ancora più truffaldino è che con questa pseudoriforma il mentitore professionale Renzi rafforza la cricca di amministratori locali che, senza elezioni, domineranno su territori e comuni, cricca che è stata la sua band elettorale nelle primarie Pd e che oggi riscuotono la marchetta come ho ben spiegato in Aula”.
Anche secondo la Leganon si aboliscono le Province, ma vengono semplicemente trasformate in un ente di secondo livello eliminando in questo modo la democrazia. Il presidente sarà infatti scelto non più dai cittadini, ma dai partiti. Se si vogliono tagliare i costi della politica impedendo ai cittadini di votare questo si chiama regime. Inoltre anche secondo la Corte dei Conti i costi non diminuiranno ma aumenteranno”. 
Sulla stessa linea il Movimento 5 Stelle, che accusa: “Le province non saranno abolite. Invece, sarebbe il caso che la maggioranza spieghi agli italiani che con questo disegno di legge avranno più di 5600 nuovi assessori ed oltre 26.000 nuovi consiglieri comunali”.

Matteo Oliviero