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Confcommercio: consumi ai livelli pre-crisi nel 2046

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Consumi

 

I consumi rimangono “congelati” e per tornare ai livelli pre-crisi bisognerà pazientare ancora un bel po’: è quanto ha comunicato ieri Confcommercio.

Secondo la confederazione delle imprese e degli autonomi, dal 2007 a oggi la crisi ha determinato la perdita di 80 miliardi di euro di consumi. Ad essere particolarmente penalizzato, il settore dei beni durevoli che, secondo le previsioni di Confcommercio, dovrà aspettare ancora molto per rimettersi in carreggiata. Se la crescita dei consumi interni dovesse attestarsi su una stima dell’1% all’anno (ipotesi considerata verosimile), impiegheremo, infatti, ben 32 anni a tornare ai livelli pre-crisi. Ma c’è anche chi si sforza di essere ottimista e ammette la possibilità che la crescita (dei consumi) veleggi su una media del 3% all’anno. Se così dovesse essere (ma, secondo i tecnici, si tratta più di un auspicio che di una previsione), ci vorranno “soltanto” 12 anni a tornare come eravamo prima che la crisi frenasse i nostri acquisti.

Quanto al presente: i dati dell’indicatore dei consumi hanno segnato a febbraio un calo dello 0,7% in termini tendenziali e una variazione nulla rispetto al mese di gennaio. In pratica i consumi rimangono sostanzialmente “congelati”. “E’ confermato l’avvio, in atto già da alcuni mesi, di una fase di stabilizzazione che, però – hanno spiegato da Confcommercio – in assenza di miglioramenti sul versante occupazionale e del reddito disponibile, non riesce ancora a tradursi in una ripresa in grado di far ripartire il ciclo economico”. 

 

 

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