Renzi e la “guerra” ai supermanager pubblici

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:05

Renzi, noi i patti li rispettiamo

 

Non potranno guadagnare più del presidente della Repubblica: è questo l’imperativo scandito dal premier Matteo Renzi in riferimento agli stipendi dei manager pubblici. Nel Documento di economia e finanza illustrato due giorni fa, il presidente del Consiglio ha ribadito l’importanza di porre un tetto alle retribuzioni dei supermanager che intascano (in molti casi) cifre da capogiro.

Se il Def (che approderà il 17 aprile alla Camera) verrà approvato dal Parlamento, i dirigenti pubblici entrati nel “mirino” di Renzi dovranno, dunque, “accontentarsi” di uno stipendio annuo di 238 mila euro, pari a quello che Giorgio Napolitano percepisce per la sua carica di capo dello Stato. Ma l’annunciata “limitazione” non riguarderà proprio tutti perché, come ha spiegato lo stesso Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare i contenuti del Def, le aziende quotate hanno un meccanismo tutto loro”.

Il ridimensionamento salariale dei supermanager dovrebbe, comunque, portare con sé un significativo risparmio“Nella spending review di Cottarelli, la stima è tra i 350 e i 400 milioni di euro – ha contabilizzato Renzi – Ma al di là della cifra, è importante il valore simbolico, culturale: se il manager dell’Asl anziché guadagnare 300 mila euro ne guadagna 200 – ha ironizzato il premier – alla fine del mese ci arriva bene; se smette di andare in auto blu, vi garantisco che campa lo stesso”.

E c’è di più. Eventuali “premi” verranno corrisposti solo se si registreranno miglioramenti nell’andamento generale del sistema Paese. Stiamo valutando degli indici – ha spiegato il presidente del Consiglio – uno è quello del Pil; altri vengono dall’Istat, dall’Ocse, dalla World Bank”. “Non è possibile che il Paese va male, hai il 42% di disoccupazione giovanile, il Pil è al -2,5% e il dirigente pubblico ha comunque il premio massimo – ha rimarcato Matteo Renzi – Con questa operazione inizia a pagare chi non ha mai pagato e a riscuotere chi non ha mai riscosso”.

 

 

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