Torino-Genoa 2-1, Ventura: “Carattere vincente”. Gasperini: “Cose mai viste”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:43

Gasperini_Cose_mai_visteTorino-Genoa 2-1 – Dopo una sconfitta così, rocambolesca ed incredibile, ti aspetteresti un Gian Piero Gasperini arrabbiato, se non altro con il destino. Invece no. Beffato da Immobile e Cerci in pieno recupero, il Genoa ha perso contro il Torino una partita che sembrava già vinta, ma il tecnico rossoblù entra nella Sala Conferenze dello Stadio Olimpico a sorriso spianato. Il riflesso non certo di uno stato d’animo felice, bensì della consapevolezza di aver assistito ad un evento ai limiti del surreale, da accettare col cuore in pace: “In tanti anni di carriera una cosa del genere non l’avevo mai vista“, ammette. Anche se a lasciare il campo con le ossa rotte è stato lui, il Gasp preferisce prenderla con filosofia, tendendosi stretto quel buonumore che lo accompagna da una vita.

91 minuti ottimi, poi... – In fondo, fino al minuto numero 91 il Grifone aveva fatto una buona partita, suggellata dalla zampata di Gilardino a pochi istanti dal gong: “Prima di quelle due prodezze degli attaccanti granata eravamo stati bravissimi, avremmo meritato di vincere. Non è facile giocare in casa del Toro, ma noi abbiamo tenuto bene il campo. Nel primo tempo siamo stati bravi soprattutto nella fase difensiva, mentre davanti avevamo poca profondità. Nella ripresa siamo cresciuti: con i cambi abbiamo dato più peso all’attacco e abbiamo trovato il gol nel momento giusto. Poi è successo qualcosa di incredibile…“. Per il Genoa quello dell’Olimpico non è stato il primo ko beffardo: “Ultimamente stiamo raccogliendo molto meno di quanto meriteremmo, se penso alle sconfitte contro Juventus o Milan ho ancora l’amaro in bocca – la riflessione del tecnico di Grugliasco – . Evidentemente non abbiamo motivazioni sufficienti per restare in partita fino all’ultima curva. Ma anche oggi, con questa prestazione, la squadra ha dimostrato di avere delle buone basi da cui ripartire“.

Bravi a crederci – Per Giampiero Ventura il successo di oggi ha un sapore particolarmente dolce. Non tanto per i tre punti conquistati quando anche uno sembrava difficilmente raggiungibile, quanto per il valore che un successo così assume all’interno del famoso “processo di crescita” regolarmente ricordato dal tecnico granata: “Non ho goduto per la vittoria. Certo, è stata importante, ma ciò che più conta è il modo in cui l’abbiamo conquistata. Qualche tempo fa di fronte ad un gol subìto a 5′ dal 90′ saremmo crollati. Oggi, invece, non ci siamo limitati a pareggiare, ma siamo andati a prenderci la vittoria. Vero, abbiamo avuto anche un pizzico di fortuna, ma siamo stati bravi a crederci“. Dopo un successo così, la trasferta di sabato prossimo sul campo della Lazio non può preoccupare: “Non è importante il risultato che faremo, ma la consapevolezza con cui ci arriveremo: siamo sulla strada giusta per raggiungere obiettivi impensabili, il merito è dei giocatori e della loro disponibilità“.

Gazzi, un esempio – Tra questi, due meritano una citazione particolare: “Gazzi è stato determinante nell’azione dell’1-1. Quest’anno ha giocato poco, ma non si è lamentato e ha continuato a lavorare: è un esempio per tutti quelli che vorranno vestire questa maglia in futuro. Vesovic era alla seconda partita, ha messo in campo tutto il suo entusiasmo e ha giocato meglio che a Milano. Quando ha fatto un errore, poi, i compagni lo hanno subito incoraggiato: questa squadra ha un grande spirito di gruppo“. Dalle tribune dell’Olimpico, invece, i mugugni non sono mancati, specie dopo il gol di Gilardino: “La storia del Toro impone una crescita continua, non solo della squadra ma anche dell’ambiente: se sei orgoglioso di questi giocatori, che stanno facendo cose incredibili, non devi fischiarli, ma incoraggiarli sempre, in modo particolare nei momenti difficili“.