Atac Roma: meno amministrativi e più controllori

Atac Roma

 

Abbandonare la scrivania per scendere in strada: è questa la prospettiva ipotizzata da Danilo Broggi, ad dell’Atac (la municipalizzata di Roma che si occupa dei trasporti pubblici) e dall’assessore comunale alla Mobilità, Guido Improta, per 323 lavoratori dell’azienda capitolina. Per i quali si dovrebbe a breve avviare la procedura di mobilità che prevede il passaggio dalla mansione amministrativa a quella di controllore di autobus e stazioni metro.

“Sarebbe un bene che queste persone accettassero di cambiare lavoro rimanendo comunque in Atac – ha spiegato Improta – perché abbiamo bisogno di maggiore controllo sui bus e vigilanza nelle stazioni della metro”. “All’azienda conviene che queste persone possano svolgere attività diverse dal mero lavoro amministrativo – ha insistito l’assessore – perché l’organico attuale è ipertrofico, troppo pieno di queste figure”.

Ma i sindacati di categoria, che si incontreranno oggi in plenaria, vogliono vederci chiaro e ottenere quante più garanzie possibili per i lavoratori in mobilità. E, soprattutto, capire quale futuro attenderebbe chi dovesse respingere la proposta fatta dalla dirigenza: corre voce, infatti, che l’Atac potrebbe in quel caso procedere con i licenziamenti per motivi economici.

Non solo: le sigle sindacali guardano anche con montante preoccupazione alla possibilità di privatizzare l’azienda di trasporto capitolino. “È bene che i cittadini sappiano che non è con la privatizzazione del servizio che si risolvono i problemi, bensì con una politica sui trasporti che parta dall’individuazione delle risorse necessarie”, hanno dichiarato ieri i segretari romani di Cgil, Cisl e Uil, Roberto Giordano, Gianpaolo Pavoni e Felice Alfonsi.