Berlusconi show: Non rompo con Renzi ma via ai Club-comunità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:27

Barbara D'Urso e Berlusconi

 

Più che in un’intervista, un lungo monologo televisivo nel corso del quale – corre l’obbligo ammetterlo – Silvio Berlusconi ha confermato le sue doti di “incantatore” del piccolo schermo. Anche se un po’ agée.

Nella domenica in cui Matteo Renzi ha scelto di concedere un’intervista a Lucia Annunziata In Mezz’ora, l’ex premier ha invece preferito accomodarsi nell’illuminatissimo salotto di Domenica Live. Ospite di Barbara D’Urso, il presidente di Forza Italia ha parlato senza contraddittorio per un’ora abbondante conquistandosi la standing ovation finale del pubblico presente in studio.

Di cosa ha parlato? Di molto, ma ovviamente non di tutto. Anzi: spalleggiato dalla conduttrice che lo ha interpellato su temi easy (pensionati, donne e animali), l’ex presidente del Consiglio ha scansato molti argomenti scivolosi dilungandosi in una telepromozione di sé e del suo partito in vista delle prossime elezioni europee. Al “simpatico tassatore” Matteo Renzi ha mandato a dire che con lui “non rompe” il patto sulle riforme, ma che è necessario trovare una sintesi su alcuni punti importanti come l’eleggibilità dei senatori. Mentre più puntuto è stato il messaggio recapitato al “megafono” del M5S: Beppe Grillo è uno sfasciacarrozze senza proposte che ha portato altrettanti urlatori in Parlamento”, ha affondato Silvio Berlusconi.

E poi l’annuncio del suo nuovo progetto politico, ovvero la costituzione di comunità formate ciascuna da 5 mila cittadini intenzionati a cambiare le cose sotto il segno del “moderatismo”. Club-comunità (come li ha più volte definiti il senatore decaduto) che, sulla scia del modello americano, dovranno impegnarsi per ottenere risultati sui territori e contribuire così al riscatto del Paese. Un progetto audace, ma nel quale l’ex premier – che per l’occasione ha rispolverato l’attacco ai sindacati e alla sinistra “demolitrice” e ha ribadito l’urgenza di riformare la giustizia – ha detto di credere fermamente. Con la “follia lungimirante e visionaria” che, a suo dire, lo accomuna a Erasmo da Rotterdam.