Unioncamere: la crisi fa fallire 40 aziende al giorno

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:58

Fallimenti imprese

 

Più di 3.600 fallimenti in tre mesi, circa 40 al giorno o, se si preferisce, quasi due ogni ora: sono numeri da “bollettino da guerra” quelli consegnati dall’indagine che Unioncamere ha condotto sullo “stato di salute” delle imprese italiane.

Le stime registrate certificano un aumento dei fallimenti pari al 22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un vero e proprio tsunami che ha investito sia le società di capitali (+22,6%) sia le società di persone (+23,5%) che le imprese individuali (+25%). In leggera controtendenza, invece, i dati relativi alle imprese costituite come consorzi o cooperative che hanno fatto registrare un calo dei fallimenti pari al 2%.

Dal punto di vista geografico, fortemente colpita risulta la zona del Nord-Ovest, dove a fallire è stato il 22,8% delle aziende in più rispetto all’anno precedente. Ma anche il Centro, con un aumento dei fallimenti pari al 23%, e il Mezzogiorno con il 27,8%. Se l’è cavata meglio il Nord-Est dove l’onda del default ha avuto la meglio “solo” sul 12,5% delle imprese in più.

Scansionando i dati regione per regione, a uscirne con le ossa rotte è la Lombardia che conta il maggior numero di procedure fallimentari aperte (808), seguita a distanza dal Lazio (364) e dalla Toscana (293). In Basilicata, Molise e Calabria si è rilevata, invece, una confortante inversione di tendenza con una diminuzione dei fallimenti rispettivamente del 17,6%, 9,1% e 2,4% rispetto all’anno precedente.