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Napolitano nel mirino di Grillo e Berlusconi

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Berlusconi, Napolitano, Grillo

 

Tutto tace sul Colle più alto di Roma, finito ieri nel mirino di due tra i più “rumorosi” protagonisti della scena politica italiana. A rivolgere parole tutt’altro che amorevoli al capo dello Stato sono stati sia Beppe Grillo che Silvio Berlusconi, inviperiti (per motivazioni diverse) dalla condotta di Giorgio Napolitano.

Partiamo dal blogger“Se il M5S sarà votato come primo gruppo politico alle Europee – ha scritto Grillo sul suo sito – dovranno avvenire due cose, immediatamente. La prima è che Napolitano dovrà dimettersi, non rappresenta più da tempo il sentimento del Paese né la volontà degli elettori. Potrebbe ritirarsi a Cesano Boscone – ha ironizzato il comico genovese – ed incontrare con tutto comodo, una volta alla settimana, il noto pregiudicato, quasi meglio di adesso che deve farlo scomodare al Quirinale”.

Ed è stato proprio il “noto pregiudicato” citato da Grillo, ossia Silvio Berlusconi, a raddoppiare l’attacco contro il Quirinale. In una lunga intervista concessa ieri a Corrado Formigli, l’ex Cavaliere ha, infatti, dato sfogo al suo risentimento e, commentando l’episodio della condanna in via definitiva per frode fiscale che lo ha costretto ai servizi sociali, ha detto: “Napolitano aveva il dovere morale di concedermi la grazia motu proprio”. Di più: “Nel 2010 si è fatto parte attiva affinché Fini spostasse una parte dei suoi parlamentari a sinistra – ha aggiunto Berlusconi riferendosi sempre a Giorgio Napolitano – per formare una nuova maggioranza rispetto a quella eletta dagli italiani e dare vita a un governo di cui lui avrebbe avuto l’incarico”.

Le “bordate” contro il Quirinale (che ha preferito non replicare) hanno azionato i soliti ingranaggi. A battere tutti sul tempo è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, che ha voluto testimoniare con una nota la sua solidarietà al capo dello Stato contro i ripetuti attacchi di Silvio Berlusconi”. Dopo di lui, un’altra democratica è intervenuta con vigore a sostegno del presidente della Repubblica. “Berlusconi smetta immediatamente di gettare fango sul capo dello Stato – ha intimato la vicesegretaria del Pd, Debora Serracchiani – Il tentativo disperato di nascondere le sue evidenti difficoltà induce Berlusconi a utilizzare anche il metodo dell’insinuazione e del sospetto. Ma questa volta è andato decisamente oltre ogni limite: il capo dello Stato – ha affermato la governatrice friulana – è il garante di tutti, non una pedina da utilizzare spregiudicatamente in campagna elettorale”. Appunto.