Spot Wind, operatori call center scrivono a Fiorello e Panariello: La realtà è diversa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:32

Fiorello e Panariello

 

Che i “quadretti” proposti dagli spot pubblicitari siano quasi sempre lontani anni luce dalla realtà quotidiana è cosa riconosciuta da tutti. Basti pensare alle improbabili formazioni familiari schierate da noti marchi del settore alimentare (tutti sorridenti intorno a un tavolo dalle prime ore del mattino) o alle bellissime donne ingaggiate per promozionare ogni tipo di prodotto per comprendere di cosa stiamo parlando.

Ma a volte la “fantarealtà” smerciata dai pubblicitari può urtare la sensibilità di qualcuno, soprattutto se ad essere “falsata” è la condizione di alcuni lavoratori che faticano ad arrivare a fine mese. E’ avvenuto con il recente spot confezionato dalla Wind che, al fianco del testimonial Fiorello, ha proposto l’attore Giorgio Panariello nelle vesti di operatore call center. I lavoratori e rappresentanti sindacali della Cgil settore Call Center in Calabria lo hanno visionato e, dopo aver notato le vistose differenze, hanno scritto una lettera ai due intrattenitori tv.

“Nello spot pubblicitario della Wind che sta imperversando sui media televisivi e via web – hanno esordito – Lei Fiorello nel contattare il call center alla ricerca di assistenza, ha la risposta dell’operatore Giorgio, interpretato all’occasione da Panariello. Quanto emerge da questa ultima campagna pubblicitaria però, spesso e volentieri, non corrisponde alla realtà, in quanto a rispondere ai clienti italiani ci sono Gheorghe, Jetmir, Ghassan, colleghi, operatori telefonici come noi, che lavorano in Albania, Romania, Tunisia, troppo spesso con scarse tutele e pochissimi diritti e ai quali viene corrisposto un terzo (quando va bene!) del salario corrisposto agli addetti al customer care operanti in Italia”.

“In Italia – continua la lettera scritta dagli addetti ai call center – ci sono 200 imprese che svolgono questo servizio e che occupano circa 80 mila addetti, di cui quasi il 20% della forza lavoro è localizzabile in Calabria. I grandi committenti privati come Telecom, Wind, Vodafone, H3G, ecc., ma anche pubblici come possono essere la Rai, l’Eni o l’Enel, hanno avviato nel corso degli anni una corsa sfrenata alla concessione di appalti al massimo ribasso, fino ad arrivare a pretendere un prezzo inferiore al costo orario dell’addetto”. 

“Da lavoratori calabresi e cittadini europei convinti – hanno precisato i rappresentanti della Cgil – non pensiamo di poter frenare la globalizzazione, né tanto meno riteniamo ‘avversari’ i nostri colleghi stranieri, ma richiediamo esclusivamente delle regole che permettano di proteggere il nostro posto di lavoro, limitando l’ulteriore impoverimento del nostro tessuto sociale sul quale ricade questa corsa sfrenata alla riduzione dei costi”. Vi chiediamo di sposare la nostra causa – hanno concluso i lavoratori rivolgendosi a Fiorello e Panariello – e di sostenere le nostre legittime rivendicazioni, quelle di una generazione di lavoratori tra i venti ed i quarant’anni costretti dal contesto territoriale e lavorativo a mettere da parte sogni e prospettive di lungo periodo”. 

 

 

 

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