Campidoglio

 

Sono circa 24 mila i dipendenti del Comune di Roma che da qualche giorno manifestano la loro contrarietà ai paventati tagli ai loro salari. A mobilitarsi ieri, su sollecitazione dei sindacati di categoria, sono stati i dipendenti dei municipi, degli istituti scolastici e della polizia locale mentre oggi toccherà agli impiegati negli assessorati e nei dipartimenti. Il prossimo 6 maggio si incontreranno tutti in piazza del Campidoglio per una grande assemblea proprio sotto il balcone del sindaco, Ignazio Marino.

Ma cosa chiedono i dipendenti capitolini? Rassicurazioni sui loro stipendi che potrebbero essere ridimensionati di 200 euro già a partire dal prossimo mese. Gli ispettori del ministero dell’Economia hanno, infatti, recentemente contestato al Comune di Roma l’erogazione “a pioggia” dei cosiddetti salari accessori (ovvero i premi di produttività) che sarebbero stati corrisposti senza le necessarie verifiche sulla qualità e la quantità delle prestazioni lavorative svolte dai dipendenti del Comune di Roma.

Ma i sindacati non ci stanno: Vogliamo dal Comune la garanzia che lo stipendio di maggio non venga toccato – ha detto Natale Di Cola, segretario Cgil Funzione pubblica Roma e Lazio – Non è vero, come viene ripetuto, che i salari accessori sono distribuiti a pioggia: comprendono le progressioni di carriera, le indennità fisse, quelle accessorie e altre voci”. 

Al fianco dei lavoratori, Fratelli d’Italia: “Siamo qui per manifestare la nostra solidarietà e per dire che non si può iniziare a tagliare dai più deboli all’interno della macchina comunale – ha dichiarato il capogruppo di Fdi al Campidoglio, Fabrizio Ghera – Assistiamo ad un Robin Hood al contrario: Marino toglie ai poveri per dare ai ricchi. Infatti il sindaco lascia i soldi ai dirigenti, perché ad oggi non ci risulta nessuna penalizzazione al salario accessorio dei dirigenti – ha puntualizzato Ghera – mentre va ad intaccare lo stipendio di chi prende mille euro al mese”.