Giustizia: Pd e M5S dicono no a responsabilità civile dei magistrati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:51

Magistrati

 

L’inusuale intesa politica tra il Movimento 5 Stelle e il Pd si è trovata ieri in commissione Giustizia al Senato, dove democratici, pentastellati e “vendoliani” hanno votato no all’articolo 1 del ddl sulla “Disciplina della responsabilità civile dei magistrati” presentato dal centrodestra.

“Cancellando l’articolo 1 sono state soppresse le norme che minavano l’indipendenza della magistratura nel nostro Paese – si legge nella nota diffusa ieri dai senatori del M5S che hanno presentato l’emendamento al testo – In tutti gli ordinamenti dei Paesi occidentali, in caso di errore giudiziario, non esiste la previsione di responsabilità civile diretta dei magistrati. In caso di errore, infatti, è lo Stato che paga e poi si può rivalere a sua volta sul magistrato”. “Il disegno di legge rappresentava l’ennesimo tentativo berlusconiano di limitare l’indipendenza e l’autonomia della magistratura italiana – hanno rincarato i pentastellati – Un tentativo andato a vuoto grazie all’iniziativa parlamentare del Movimento 5 Stelle”.

A pensarla in maniera diametralmente opposta è, invece, il forzista Lucio Malan“I senatori Pd e M5S hanno affossato il ddl Buemi-Nencini-Longo – ha dichiarato – Per i seguaci di Renzi e Grillo, dunque, i magistrati devono continuare a essere gli unici cittadini che non subiscono alcuna conseguenza per i danni provocati dai loro errori, anche se clamorosi”.

E a dare sfogo alla sua delusione è stato anche il socialista Riccardo Nencini, cofirmatario del ddl “corretto” ieri in commissione Giustizia. “Nonostante il crepuscolo berlusconiano – ha commentato su facebook il segretario del Psi – la giustizia continua a fare da spartiacque tra le forze politiche, producendo un danno agli italiani e a certa sinistra, prigioniera di stereotipi del passato”.

 

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