Istat: disoccupazione al 12,7% e tra i giovani supera il 42%

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:40

LAVORO: EMERGENZA SUD; IN 2013 RECORD DISOCCUPATI IN CALABRIA

 

Nel giorno che celebra l’importanza del lavoro, leggere le stime consegnate dall’ultima rilevazione dell’Istat può fare ancora più male.

Le notizie dell’istituto nazionale di statistica non sono, infatti, per nulla buone e soltanto i più “incantati” possono intravedere nelle percentuali da prefisso telefonico che riguardano alcune voci dell’indagine un principio di ripresa. Ma andiamo con ordine. Nel mese di marzo, il tasso di disoccupazione nel nostro Paese si è attestato sul 12,7%, lo 0,1% in meno rispetto al mese precedente, ma lo 0,7% in più rispetto a un anno fa.

Ancora più preoccupanti le cifre che riguardano i giovani compresi tra i 15 e i 24 anni: il loro tasso di disoccupazione ha raggiunto il 42,7%, con un incremento del 3,1% rispetto al 2013. Detta in numeri: i giovani in cerca di lavoro in Italia costituiscono un esercito di 683 mila unità, che auspicano di aggiungersi ai 915 mila coetanei che, invece, un impiego ce l’hanno.

Ritornando ai dati complessivi: gli occupati in Italia sono 22 milioni e 356 mila, lo 0,3% in più rispetto a febbraio (+73 mila) e lo 0,6% in meno rispetto ai 12 mesi precedenti  (-124 mila). E i disoccupati? In tutto lo Stivale se ne contano 3 milioni e 249 mila, lo 0,2% in meno rispetto al mese precedente (- 5 mila), ma il 6,4% in più rispetto a marzo 2013 (+194 mila).

Ad annaspare un po’ di meno, secondo lo studio realizzato dall’Istat, sono gli uomini il cui tasso di disoccupazione, nel mese di marzo, è sceso dello 0,6% fermandosi al 12%. Diversa la condizione delle donne: nello stesso periodo, infatti, il tasso di disoccupazione che le riguarda, che ha raggiunto il 13,6%, è aumentato dello 0,4%.

Quanto agli occupati, a marzo aumentano su base mensile sia tra gli uomini (+0,4%) sia tra le donne (+0,3%), mentre su base annua diminuiscono dello 0,9% tra gli uomini e rimangono stabili tra le donne. Detto in altro modo: gli occupati uomini rappresentano il 64,6% del campione nazionale, mentre le lavoratrici solo il 46,6% (più di una donna su due praticamente non lavora).