Canone Rai: in arrivo tassa più flessibile ed equa?

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Per ora è solo un’ipotesi o, come dicono i detrattori di Matteo Renzi, l’ennesimo spot elettorale coniato per stregare le masse. In un’intervista concessa ieri a Repubblica.it, il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, ha annunciato l’intenzione di procedere con una “piccola rivoluzione” in casa Rai, che non riguarderà i palinsesti ma il canone.

La tassa più evasa dagli italiani potrebbe, infatti, diventare più flessibile ed equa. “La  tv di Stato stima un danno in 1,7 miliardi tra il 2010 e il 2015 – ha detto Giacomelli – Una cosa imbarazzante, che noi fermeremo. Al di là della modalità di versamento, che troveremo d’intesa con il ministero dell’Economia – ha assicurato il sottosegretario – quel che conta sarà la logica del tutto nuova: pagheremo tutti, pagheremo con più equità“.

E come? I particolari non sono ancora stati svelati. “Avremo un canone più basso che in passato, almeno per le famiglie in difficoltà, e molto meno impopolare – ha aggiunto Giacomelli – Lavoriamo per rinsaldare un patto di fiducia tra la Rai e il suo pubblico”. L’ipotesi al vaglio del governo potrebbe essere quella di modulare il pagamento della tassa (che al momento ammonta a 113,50 euro, fatta eccezione per gli anziani e i redditi minimi) in base alla capacità di spesa dei telespettatori. O, come ha azzardato qualcuno, in base all’effettivo consumo che della televisione faranno i contribuenti secondo una logica del “meno guardo e meno pago”.