L’Ocse ci ripensa: Pil Italia crescerà solo dello 0,5%

SoldiA “dare i numeri” è stata ieri l’Ocse: l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico con sede a Parigi che, fino a qualche mese fa, vantava tra i suoi membri più prestigiosi il nostro attuale ministro dell’Economia, Piercarlo Padoan.

L’organizzazione internazionale ha rivisto al ribasso le stime sul Pil italiano prevedendo una crescita dello 0,5% per l’anno in corso (a novembre aveva invece ipotizzato un +0,6%) e dell’1,1% nel 2015. Incrementi che, per quanto contenuti, sarebbero connessi al “ritorno della fiducia” e ai “moderati tagli alle tasse”.

La ripresa nel Bel Paese resta comunque lenta, ha precisato l’Ocse, come testimoniato dal tasso di disoccupazione destinato ad aumentare ulteriormente. L’Outlook dell’istituto di Parigi registra, infatti, un incremento dal 12,2% del 2013 al 12,8% di quest’anno e prefigura un pallido miglioramento solo nel 2015 quando il tasso di disoccupazione scenderà al 12,5%.

Quanto all’inflazione: si attesterà allo 0,5% nel 2014 per poi risalire allo 0,9% nel 2015. Ma il problema più grande per l’economia italiana resta quello del ciclopico debito pubblico che, secondo l’organizzazione internazionale, continuerà a crescere passando dal 134,3% del 2014 al 134,5% del 2015. Con quale conseguenza? Quella di rendere l’Italia, hanno spiegato da Parigi, “ancora vulnerabile a potenziali scossoni”. 

Il quadro chiaroscurale tracciato dall’Ocse concede comunque qualche speranza: “Le prospettive complessive continuano a migliorare – si legge nel report consegnato ieri – Le esportazioni sono stimate in crescita per via dell’aumento della domanda estera; la domanda interna inizierà a espandersi, sostenuta anche dai tagli alle tasse sul reddito nel 2014; le condizioni del credito dovrebbero in qualche modo migliorare nel 2014, a seconda dei risultati dell’Asset Quality Review della Bce, ma dovrebbero sostenere una ripresa solo graduale degli investimenti”.