Alitalia-Etihad: l’accordo non decolla

Ministri Esteri

 

Le discussioni tra l’ad di Alitalia, Gabriele Del Torchio, e il numero uno di Etihad, James Hogan, rischiano di andare per le lunghe: l’atteso accordo tra le due compagnie aeree appare, infatti, ancora lontano. E nel clima di sospensione generale, sono stati i ministri degli Esteri degli Emirati Arabi e dell’Italia a intervenire sulla vicenda per smorzare la tensione.

“Tra Etihad e Alitalia è in corso un dialogo che incontra delle criticità – ha ammesso ieri il ministro di Abu Dhabi, Abdullah bin Zayed Al Nahyan – Speriamo di poterle superare, sono criticità normali quando due società discutono per aprire una pagina nuova di partenariato che deve essere costruito su basi commerciali salde e sane”. “Negli Emirati cercheremo di creare il clima più favorevole possibile per portare avanti questa iniziativa – ha aggiunto Abdullah bin Zayed – ma questo richiede un’intesa commerciale tra le due imprese”.

Dello stesso parere la “collega” italiana, Federica Mogherini: “Il governo italiano è impegnato ad accompagnare un eventuale accordo, c’è l’impegno istituzionale a farlo”, ha assicurato il ministro, che ha aggiunto:Poi, certo, c’è la parte commerciale”.

Il sentore è che il negoziato, che si sta svolgendo ad Abu Dhabi, si sia arenato sulle stringenti condizioni poste dalla compagnia emiratina. Che, come più volte segnalato, non avrebbe alcuna intenzione di farsi carico dei debiti e dei contenziosi legali che Alitalia ha collezionato nel corso degli ultimi anni. L’idea di distinguere la newco (di cui Etihad vorrebbe far parte) da un’eventuale “bad company” (che resterebbe totalmente a carico degli italiani) ha già incontrato le prime resistenze nel nostro Paese e rischia di ritardare (o sospendere del tutto) il “decollo” dell’atteso partenariato.