Ideal Standard: azienda non arretra e gli operai salgono sul tetto

Ideal Standard

 

La posizione della Ideal Standard sull’avvio della procedura di mobilità per i circa 400 dipendenti dello stabilimento di Orcenico di Zoppola appare inamovibile. E ha lasciato di sasso anche il viceministro allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, che aveva sperato di poter riannodare i rapporti tra l’azienda e i sindacati.

Al tavolo ministeriale convocato ieri a Roma, i delegati italiani della Ideal Standard si sono seduti, ma lo hanno lasciato prematuramente, indispettiti dalle parole dei rappresentanti dei lavoratori e dalle richieste di chiarimento avanzate dal governo. Una scelta, quella di abbandonare il tavolo di confronto, che lo stesso viceministro De Vincenti ha sonoramente criticato definendo l‘atteggiamento dell’azienda “grave, immotivato, inaccettabile.

“E’ davvero incomprensibile che Ideal Standard, pur in presenza di garanzie sull’utilizzo della cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre 2014 e di una formale manifestazione d’interesse per l’impianto di Orcenico – ha dichiarato De Vincenti – si rifiuti di rinunciare ai licenziamenti”.

La notizia dell’abbandono del tavolo da parte dell’azienda ha freddato anche i dipendenti dello stabilimento di Orcenico che da ieri hanno dato vita a una forma di protesta estrema salendo sul tetto della fabbrica e iniziando uno sciopero della fame. “Non abbandoneremo il posto fino a quando non avremo ottenuto almeno il minimo indispensabile – ha annunciato un lavoratore – la concessione della cassa integrazione in deroga, su richiesta dell’azienda, e il ritiro della mobilità da subito”.