Imprese: è boom di fallimenti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:41

Fallimenti

 

L’Osservatorio su fallimenti, procedure e chiusure di imprese realizzato dal Cerved (società informatica che si occupa di gestire ed elaborare banche dati nazionali) ha messo a fuoco un’istantanea particolarmente preoccupante dell’Italia dove, nel 2013, si sono contate ben 111 mila chiusure d’imprese in più rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda i fallimenti, il dato complessivo del 2013 ha raggiunto quota 14 mila (il più alto dal 2001), con 4 mila aziende fallite solo negli ultimi tre mesi dell’anno. A pagarne maggiormente le spese è stato il settore del terziario, con un aumento del 15% dei fallimenti. E a uscirne letteralmente con “le ossa rotte” sono state le imprese che operano nell’ambito dei servizi finanziari (+40,5%) e dell’utility/energia (+37,6%).

Per quanto riguarda l’industria, invece, il settore chimico è quello che, nel 2013, ha subito la maggiore frenata d’arresto, con un incremento del 50% dei fallimenti. A seguire la siderurgia (+26,8%) e il sistema casa (+22,4%). In controtendenza solo il sistema moda, che ha registrato un calo delle procedure fallimentari del 3,4% rispetto all’anno precedente.

E l’indagine condotta dal Cerved ha dimostrato che la crisi ha morso in ogni angolo del Paese. L’incremento dei fallimenti nel Nord-Est è stato del 19,7%, con punte particolarmente alte in Emilia Romagna (+25,4%) e in Trentino Alto Adige (+21,7%). Aumentati del 12,9% anche i fallimenti nel Centro, dove a guidare la classifica è stata la Toscana (+18,3%) seguita dal Lazio (+13,2%), mentre il Sud ha registrato, nel 2013, un aumento (dei fallimenti) pari al 10%, con la Sicilia in pole position con la cifra record di 27,9%, E il Nord-Ovest? Si è fermato all‘8,9% di fallimenti in più rispetto al 2012, con la Lombardia (+12,7%) in netto vantaggio sul Piemonte (+1,9%).

 

 

 

 

 

 

 

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