Il ritorno di Letta tra pesto ed Europee

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:13

Letta a Genova

 

La pausa che Enrico Letta ha sentito il bisogno di concedersi, dopo il passaggio del testimone (tutt’altro che concordato) a Matteo Renzi, potrebbe essere finita. L’ex presidente del Consiglio, che ha optato per un beun ritiro in Francia dove insegna all’istituto di studi politici Sciences Po di Parigi, si è palesato ieri a Genova, per un pranzo elettorale, nel circolo di Prà, a base di pesto, acciughe e farinata.

Pungolato dai giornalisti sul governo Renzi e sulle ultime rilevazioni dell’Istat (che ha certificato un nuovo passo indietro del Pil), Letta si è trincerato dietro un serratissimo “no comment”, precisando di voler parlare solo di Europa ed Europee. Argomenti che l’ex premier ha, di fatto, affrontato nel corso del primo Festival di Limes (rivista di geopolitica italiana) che lo ha ospitato nel pomeriggio al Palazzo Ducale.

“Serve un’Europa più semplice e in grado di dimostrare meglio cosa ha fatto di positivo per gli europei – ha detto l’ex vicesegretario del Pd – Ma soprattutto deve tornare la crescita, sennò avremo un grosso problema e rischiamo la catastrofe”. Di più: “Sono molto spaventato dai toni della campagna elettorale, palesemente antitedeschi oppure, in altri Paesi, palesemente antimeridionali – ha spiegato Letta – Da questa campagna elettorale emergono solo aspetti negativi, che sono il motore dei partiti populisti ed euroscettici. Questo rende la campagna squilibrata e sono preoccupato”. 

 

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