Evitare il debito pubblico ai bambini e confondere le idee ai cittadini

Non è ‘Il Corriere del Mattino’, noto per le proprie notizie – bufala (quantomeno, lo scrivono nel disclaimer), ma una fonte ben più attendibile a far circolare una notizia – di dubbia veridicità – secondo la quale è possibile evitare che un bambino nasca con il debito pubblico sulle proprie spalle.

Una notizia che – dato il speso specifico della stessa – ha fatto il giro del web e dei Social, con copiose condivisioni annesse.

Come sempre, però, l’utente medio ha dimenticato di verificare i dati presenti nell’articolo. Ci hanno pensato già due siti che apprezziamo a sbufalare la notizia ma – in questo caso, per certo – più siamo meglio è. Veniamo all’articolo in questione e partiamo dal titolo, decisamente emblematico:

Chieti, genitori evitano alla bimba il debito pubblico che ciascuno di noi ha dalla nascita

L’articolo quindi inizia, battendo sulle corde del sentimento:

“Non hanno voluto cedere la loro piccola allo Stato italiano come ogni genitore fa quando iscrive il proprio figlio appena nato all’anagrafe del Comune di nascita”.

E così, ad Ortona una coppia – aiutata da una Onlus che  si occupa di ‘difesa dei consumatori’ – ha deciso di andare all’anagrafe e dichiararla, di fatto, non appartenente allo stato italiano.

Prosegue l’articolo:

“La piccola da ieri è sovrana, appartiene a sé stessa e deve sottostare alle leggi del diritto internazionale e non a quello dello Stato italiano”.

Tutte nozioni che possono confondere chi non ha conoscenze di diritto. Nozioni che confondono ancor più nel momento in cui nell’articolo viene citata la SEC (Securities and Exchange commission, ndr). A parlare è il presidente onorario di questa associazione:

“Con questo documento si permette la completa cessione del bimbo alla Corporation Italia, una società privata a sua volta associata alla Sec, contestualmente si emette un bond, una obbligazione e sulla testa del neonato, solo perché esiste, su di lui grava già il debito pubblico”.

Parole chiave che portano estrema paura: “società privata”, “bond”, “debito pubblico”.

Bene, ciò che è certo è che l’Italia è sì registrata al SEC (come per altro diverse altre realtà totalmente Pubbliche), ma non come “Corporation Italia”: come potete vedere voi stessi, cliccando sul seguente link, l’Italia è registrata come governo straniero e l’indirizzo cui fa riferimento è quello del Ministero delle Finanze. Nulla di particolarmente complottistico, insomma…

Quest’oggi, l’associazione è tornata sul tema, parlando dell’azione come performance artistica e sottolineando come  non si tratti di una bufala ma soltanto di un’azione avanguardistica che – presto – verrà seguita da altri cittadini.

Dal canto nostro, continueremo a seguire la vicenda…