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Javier Zanetti, un altro tributo attraverso tre momenti chiave

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I più, si sono soffermati sulle cifre, per evidenziarne la carriera strepitosa. Perché Javier Zanetti ha giocato 858 partite con la casacca dell’Inter (record in casa nerazzurra) e con 615 presenze (più tre spareggi) in Serie A è lo straniero con più partite all’attivo (il secondo, in assoluto, dietro un’altra icona come Paolo Maldini). Con l’Albiceleste della Nazionale argentina, inoltre, Javier Zanetti ha disputato 145 (record assoluto).

Molti, quindi, hanno evidenziato i successi: perché il Capitano, nei suoi 19 anni di militanza nerazzurra, ha vinto cinque scudetti (che probabilmente sarebbero stati anche di più, senza la triade argentina), quattro Coppe Italia, quattro Supercoppe italiane, una Coppa UEFA, una Champions League e una Coppa del mondo per club FIFA. Javier Zanetti è semplicemente il giocatore più titolato nella storia della Beneamata.

Io, invece, voglio ricordarlo attraverso tre momenti specifici, con tre allenatori differenti alla guida (allenatori che sono rimasti a me molto cari) e che evidenziano gli alti e i bassi vissuti nella lunga carriera nerazzurra.

E, d’altra parte, se la società ha deciso di celebrare l’addio con la fascia da capitano customizzata con tutti i nomi dei giocatori che gli sono stati affianco durante le 858 partite in nerazzuro, è giusto ricordare anche i tecnici che hanno avuto l’onore di guidare – il polivalente: terzino destro, sinistro; centrocampista… – JZ4 (in totale, sono stati 19, da Ottavio Bianchi a Walter Mazzarri).

Primo momento: è il 6 maggio del 1998 ed al Parco dei Principi di Parigi è di scena la finale di Coppa Uefa contro la Lazio. In panchina c’è Gigi Simoni (un signore che rimarrà nel cuore di molti nerazzurri a lungo) e in campo c’è anche il Fenomeno Ronaldo: la squadra è reduce dal derby d’Italia con furto e reduce da una sconfitta nella stagione precedente sempre in finale di Coppa Uefa (contro lo Schalke 04 ai rigori, quando Zanetti – prima e unica volta in carriera – perse le staffe quando fu sostituito al 120′ da Hodgson). Nonostante ciò, domina, trionfa e ottiene il primo trofeo della gestione Moratti. Anche grazie ad una grande rete da fuori area del Capitano (ancora non Capitano, data la presenza dello Zio Bergomi), campione estremamente completo ma che non è mai stato un gran goleador (anzi, con l’età, la vena realizzativa è andata scomparendo). Ricordiamo comunque una rete analoga, di pregevole fattura, realizzata la stagione successiva, al 94′ della undicesima giornata di campionato: fu la rete della vittoria di un match contro la Salernitana che vide l’Inter ribaltare il risultato e che portò, nonostante la rimonta, all’esonero di Gigi Simoni.

Veniamo al secondo momento da ricordare. Uno dei momenti più amari per tutti i tifosi dell’Inter: è il 5 maggio del 2001, l’Inter è a tre punti dal suo quattordicesimo scudetto. Deve vincere contro la Lazio, in un Olimpico tutto nerazzurro. L’Inter si porta due volte in vantaggio (con Vieri e Di Biagio) e due volte viene rimontata da Poborský, prima di sfaldarsi e perdere il titolo nella ripresa (quando andarono a segno Inzaghi e l’ex Simeone – oggi campione di Spagna alla guida dell’Atletico Madrid). Per i nerazzurri (ivi compreso il Capitano, lungi dall’abbandonare la nave), sono solo lacrime, per l’allenatore del momento, Hector Raul Cuper, l’ennesima sconfitta di una carriera da eterno secondo (su cui si potrebbe scrivere un romanzo, visto anche il ‘torbido’ epilogo).

Giungiamo quindi al terzo ed ultimo momento da ricordare. Il momento delle lacrime, sì, ma di gioia: è il 22 maggio del 2010 e sulla panchina dell’Inter c’è l’amatissimo Mourinho. L’Inter ha già conquistato Coppa Italia e Scudetto (il quinto consecutivo) e, contro il Bayern, conquista la sua terza Champions League. Ommeglio, la sua prima Champions League, ché le altre due in bacheca sono Coppe dei Campioni (datate anni ’60).

Allora, ad alzare al cielo la coppa più ambita d’Europa, c’era Armando Picchi. Quasi cinquant’anni dopo, un altro giocatore destinato a rimanere nell’Olimpo dei grandissimi nerazzurri: il Capitano Javier Adelmar Zanetti. Primo ed unico capitano di una compagine italiana a conquistare un Triplete.

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