Eurostat: occupazione italiana in caduta libera

Lavoro

 

Le stime diffuse ieri da Eurostat, relative ai livelli di occupazione nel Vecchio Continente, hanno confermato il divario tra i Paesi “locomotiva” (come la Germania) e quelli “a rimorchio” come l’Italia.

Secondo l’ufficio statistico lussemburghese, il dato complessivo dell’Europa a 28 è pari al 68,3%, in leggera flessione dello 0,1% rispetto all’anno precedente. Ma se si focalizza l’attenzione su Paesi come il nostro, i numeri sono di tutt’altra portata. Nello specifico: in Italia nel 2013 il tasso di occupazione si è fermato al 59,8% (precipitando sotto la soglia del 60% dopo 12 anni). Un dato che ci avvicina agli “ultimi della classe”, ovvero alla Grecia (53,2%), la Croazia (53,9%) e la Spagna (58,2%)

Andando più nel dettaglio, l’Eurostat ha rilevato che la fascia di lavoratori più penalizzati, nel nostro Paese, è stata quella dei giovani compresi tra i 25 e i 34 anni: ben 2 milioni di loro hanno, infatti, perso il lavoro, tra il 2012 e il 2013. Di segno opposto il dato degli over 55: il loro tasso di occupazione, in Italia, è infatti aumentato notevolmente passando dal 28,6% del 2012 al 42,7% del 2013 (+2,3% rispetto alla media europea).

E, come già accennato, il confronto con “i primi della classe” risulta impietoso. A dominare la classifica europea: la Svezia, con un tasso di occupazione pari al 79,8% (20 punti percentuale in più rispetto al Bel Paese), seguita dalla Germania (77,1%) e dall’Olanda (76,5%). Ma sono buone anche le performance di Austria (75,5%), Regno Unito (74,9%) ed Estonia (73,3%).