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Grillo-Vespa: non vince nessuno

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Vespa e Grillo

 

Considerare un’intervista televisiva un incontro tra duellanti è la cosa più fuorviante che si possa fare. Eppure in tempi di campagna elettorale “sclerotizzata” come questi – segnati da una “bulimia” di dichiarazioni che non conosce freno – ogni confronto veicolato dalla tv può assumere i contorni di un vero e proprio match.

Nell’arena di Rai1 sono scesi in campo ieri sera il padrone di casa, Bruno Vespa, e il suo improbabile ospite, Beppe Grillo. Un duo inedito, che per i primi minuti ha gigioneggiato a favore di telecamera lasciando il pubblico in sospeso. L’esordio sembrava tendere a netto favore del fondatore del M5S, ma la situazione si è repentinamente sviluppata, cedendo il passo a un faccia a faccia “strampalato” e quasi invalutabile.

Beppe Grillo si è concesso alla “terza Camera del Parlamento” perché voleva confutare l’immagine che – a suo dire – i media tradizionali veicolano di lui: quella dell’invasato che spara a zero su tutto e tutti, infiammando di improperi ogni discorso. Un obiettivo che, a ben guardare, il “megafono” dei pentastellati non è riuscito a centrare. Seduto sulla poltrona posta di fronte al conduttore, il genovese ha allestito il suo simil-comizio passando, con una certa approssimazione, da un tema all’altro, senza mai entrare nel vivo delle questioni. I toni si sono sempre mantenuti alti, la foga ha preso il sopravvento su tutto e quel che ne è venuto fuori è stata una prova che – a nostro giudizio – non ha persuaso gli aficionados di Porta a Porta.

All'”angolo” opposto un Bruno Vespa visibilmente contrariato, che ha rivolto domande “stirate” al suo interlocutore. Il conduttore ha dato l’impressione di sottostimare pregiudizialmente le valutazioni dell’ospite, col quale ha intessuto un confronto più cabarettistico che giornalistico. Nessuno si aspettava, certo, che l’intervista di ieri ammantasse di “istituzionalità” il più indisciplinato dei leader politici attualmente in circolazione, ma il nostro sentore è che entrambi i protagonisti del match abbiano giocato male le loro fiches, tradendo una totale mancanza di considerazione reciproca.

Grillo voleva tornare in Rai per dimostrare di essere un politico credibile e affidabile (e non ce l’ha fatta), Vespa avrebbe dovuto dare prova della sua obiettività e non lo ha fatto. Irrigiditi ognuno nella propria posizione, i due hanno consegnato una’ora di intrattenimento che avrà, forse, allietato qualcuno, ma non gli elettori sfiancati dalle liturgie propagandistiche, che hanno atteso invano un confronto leale e chiarificatore.

 

 

 

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