Strage di Capaci: a 22 anni dalla morte di Giovanni Falcone

CapaciEra il 22 maggio del 1992. Con 400 kg di tritolo, la Mafia uccide il magistrato Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.

Sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci, una esplosione colossale spazza via un pezzo d’autostrada e con sé le vite di una serie di servitori dello Stato.

L’esplosione è talmente fragorosa che una delle auto blindate della scorta viene letteralmente sbalzata fuori dal manto stradale e trovata a oltre cento metri di distanza (uccidendo sul colpo gli agenti succitati, i cui corpi furono mutilati dall’impatto dell’esplosione); la seconda auto – quella in cui si trovava il giudice Falcone – si schianta contro un muro di cemento formatosi in seguito all’esplosione.

Fatale, per il giudice Falcone (e per la moglie Francesca), il fatto di non indossare le cinture (e di trovarsi nei posti anteriori): così, i due vengono proiettati dall’impatto contro il parabrezza e muoiono. Illesi gli altri membri della scorta, Giuseppe Costanza (autista giudiziario seduto in quest’occasione nei sedili posteriori) e gli agenti che si trovavano nella terza auto blindata.

Fu il primo dei due attentati che misero in ginocchio lo Stato e portarono via due dei più emblematici magistrati impegnati nella lotta alla Mafia.

Oggi, a 22 anni di distanza, vogliamo ricordare. Questa pagina nera della storia d’Italia.